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Fondo pensione

Non bisogna attendere di arrivare alla soglia della pensione per pensare su quale base economica potremo contare per vivere il periodo della pensione in maniera più che dignitosa.

La previdenza di domani si costruisce nel presente e a partire dalla giovane età.

Come sappiamo le forme previdenziali integrative si sono rivelate necessarie e spesso irrinunciabili a causa di un mercato del lavoro frammentato.

Il fondo pensione, oggetto di questa guida introduttiva, è una delle scelte idonee a creare quel pilastro aggiuntivo alla pensione INPS o della cassa previdenziale a cui sei iscritto.

Alcune categorie di lavoratori hanno un fondo pensione dedicato, altri lavoratori e lavoratrici possono accedere al fondo pensionistico aziendale appositamente istituito per i dipendenti di una determinata azienda. Quest’ultimo è il caso di grandi aziende con migliaia di lavoratori impiegati sul suolo italiano ed anche all’estero.

Cos’è un fondo pensione

Il fondo pensione, previsto dalla normativa italiana e soggetto a specifiche regole di salvaguardia del risparmiatore e di tassazione, è una forma di previdenza complementare non obbligatoria.

L’adesione a uno o più fondi pensione è una libera scelta dell’individuo, che decide di investire una parte del suo stipendio o altri fondi a sua disposizione per garantirsi un reddito integrativo durante l’età della pensione.

Nei fondi pensione è possibile far confluire anche il trattamento di fine rapporto (TFR) che, prima della modifica normativa di alcuni anni fa, era gestito dal datore di lavoro fino al termine del rapporto di lavoro.

I fondi si dividono in aperti e chiusi. Sono fondi chiusi quelli di categoria e legati al contratto collettivo di lavoro. I fondi aperti sono destinati a tutti.

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Chi può aderire al fondo pensione

Il fondo pensione è aperto a un’ampia gamma di cittadine e cittadini, tra cui troviamo:

  • lavoratori dipendenti di aziende private e delle pubbliche amministrazioni;
  • lavoratori autonomi e liberi professionisti;
  • lavoratori con contratti a tempo determinato di qualsiasi tipo;
  • disoccupati o coloro che non svolgono una attività lavorativa.

Quindi la fascia di persone che possono aderire ai fondi pensione è molto vasta.

A quali categorie conviene sottoscrivere il fondo pensione?

I fondi pensione sono una forma di pensione integrativa che si aggiunge a quella riconosciuta dagli enti previdenziali statali come l’INPS.

Sottoscrivere un fondo pensione conviene a tutti, in particolare a coloro i quali non hanno un lavoro stabile e presumono riceveranno dall’INPS una pensione bassa o insufficiente.

Come si aderisce a un fondo pensione?

L’adesione ad un fondo pensione richiede la compilazione del modulo fornito dal fondo. La modalità di adesione è normata dalla legge ed è soggetta all’ente di controllo COVIP.

I fondi pensione devono fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie all’utente per fare una corretta valutazione prima di aderire. Due i documenti che l’interessat odeve ricevere prima della sottoscrizione:

  1. informazioni chiave per l’aderente (Sezione I Nota Informativa);
  2. la mia pensione complementare, nella versione standard.

Il primo foglio deve contenere le informazioni di base del fondo per permettere al potenziale aderente di confrontare le caratteristiche con altri fondi pensionistici.

Il secondo documento contiene informazioni circa l’evoluzione della posizione individuale nel corso del tempo e serve ad avere chiaro, già prima della sottoscrizione, a quanto ammonterà l’importo della rendita al momento del pensionamento.

Gli interessati potranno anche richiedere ulteriori documenti legati al fondo, come il regolamento integrale e note informative aggiuntive.

Destinazione del TFR ad un fondo pensione

La destinazione del TFR è una prerogativa di tutti i dipendenti privati, al momento della stipula di un nuovo contratto di lavoro devono scegliere se destinare il TFR ad un fondo pensione.

Il lavoratore ha sei mesi di tempo per scegliere la destinazione del TFR compilando il modulo TFR2 consegnato dall’azienda. Da qui si apre un ventaglio di possibilità:

  1. il dipendente destina tutto il TFR a un fondo pensione da egli prescelto;
  2. il dipendente destina solo una parte del TFR al fondo e la quota restante la lascia in azienda;
  3. in caso di mancata compilazione del modulo (oltre i sei mesi), il TFR viene tacitamente destinato a un fondo pensionistico collettivo di riferimento, o a un fondo individuato da accordo aziendale, a un fondo con il maggior numero di iscritti nell’azienda, al Fondinps istituito dall’INPS.

Quale fondo pensione scegliere?

La scelta del fondo pensione è una tappa cruciale. Chi appartiene a una categoria lavorativa che già prevede un fondo proprio, di solito vi aderisce senza neanche avere la possibilità di poterne verificare uno alternativo: sono i fondi pensione chiusi.

Per quanti non hanno un fondo pensione di categoria, in particolare i lavoratori precari e saltuari, dovranno affidarsi a fondi pensionistici aperti a tutti.

L’offerta è ampia. Banche, istituti di credito e finanziari offrono la propria soluzione o anche più di una soluzione.

In una guida apposita abbiamo spiegato cosa sono i fondi di investimento e come investire in essi, consigliamo di leggerla perché anche i fondi pensione rientrano nelle categorie lì descritte.

I fondi, molto in breve, possono essere a basso rischio per il capitale, garantire il capitale, avere un rendimento variabile o fisso nel tempo; inoltre, possono rivalutarsi oppure no.

Come in ogni forma di investimento, bisogna essere consapevoli che a rendimenti maggiori corrisponde sempre un maggiore rischio per il proprio capitale pensionistico. Per quanti preferiscono garantirsi il capitale, dovranno optare per rendimenti più bassi ma sicuri.

Il fondo pensione conviene?

Questa è la domanda delle domande: il fondo pensione conviene? Oppure mi può bastare anche un’altra forma di risparmio?

I fondi pensione sono agevolati dalla normativa, la quale prevede il pagamento di meno tasse rispetto a un fondo non pensionistico.

Due le agevolazioni fiscali determinate dalla legge:

  1. i contributi versati nel fondo pensione, aperto o chiuso, sono deducibili fino a 5164,57 euro annui;
  2. sui contributi versati (Tfr compreso) le tasse da pagare prevedono una aliquota agevolata che va dal 9% al 15%: meno rispetto all’aliquota del 26% prevista per altre forme di investimento.

Solo i nuovi buoni fruttiferi postali prevedono una aliquota agevolata paragonabile.

Altre forme di investimento da prendere in considerazione

Qui un breve elenco di forme di investimento alternative da prendere in considerazione se come lavoratori non si appartiene a fondi chiusi e si lavora con contratti a tempo determinato.

Concludendo

Attraverso la guida introduttiva all’utilità del fondo pensione, hai appreso che esistono fondi chiusi e destinati a categorie di lavoratori specifiche e fondi aperti a tutti. Hai appreso che i fondi pensionistici possono essere a basso o alto rischio in base al tuo profilo di propensione al rischio.

I fondi sono tutti regolamentati dalla COVIP e devi controllare che il fondo aderisca a tale ente prima di aderire: eviterai le truffe, in particolare se aderirai a un fondo pensione via web.

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