Spread Titoli di Stato. Gli stranieri ringraziano, l’Italia piange

Spread sui Titoli di Stato. Gli investitori stranieri ringraziano, mentre l’Italia piange. Ecco cosa potrebbe capitare al nostro Paese.
Fabio Carbone
Titoli di Stato

Ogni qualvolta sale lo spread sui Titoli di Stato italiani, c’è chi da una parte esulta e chi dall’altra già pensa all’aumento del debito pubblico. Sì, perché se lo spread sale, cioè il differenziale con i Titoli di Stato tedeschi presi come punto di riferimento, gli investitori esultano poiché riceveranno maggiori interessi, mentre gli italiani piangono per l’aumento di spesa futura.

Il Giappone solo quest’anno, scrive Il Sussidiario online, ha comprato Titoli di Stato italiani per un valore complessivo di 2,6 miliardi di dollari, che significa il record di acquisti da quattro anni a questa parte.

Come mai i nipponici si interessano ai nostri titoli? Presto detto, i Titoli di Stato giapponesi hanno un rendimento negativo e in particolare ai pensionati non sarà possibile garantirgli la maturazione di interessi.

In pratica, afferma Il Sussidiario, mentre noi come Paese continuiamo a indebitarci sempre più, gli altri grazie agli alti rendimenti dei nostri titoli ci salvano la previdenza sociale interna.

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Abbiamo bisogno di 125 miliardi entro dicembre 2019

Il Sole 24 Ore, citando lo studio dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, contabilizza il fabbisogno dell’Italia: 125 miliardi di euro lordi entro la fine dell’anno.

Questa la cifra che serve al nostro Paese per garantire il suo pieno funzionamento, ovviamente questi fondi arriveranno dalla collocazione di Titoli di Stato.

284 miliardi li abbiamo già trovati nei primi sette mesi dell’anno, garantendo al netto delle spese già sostenute un residuo di cassa di 78 miliardi di euro detenuto dal Tesoro.

Settembre sarà caldo lo sappiamo, c’è la crisi di Governo in Italia, ma sarà molto caldo anche sul versante dei BoT e BTP dal momento che andranno ricollocati 56 miliardi in scadenza.

Cosa succede se l’Italia non trova chi compra?

Se è vero che gli alti rendimenti dei nostri titoli attraggono gli investitori stranieri in fuga dai Titoli di Stato nipponici, ma anche da quelli tedeschi (a rendimento negativo anche a 30 anni), tuttavia va tenuto conto che troppa instabilità politica guasta e disincentiva dall’investire.

Quando manca la fiducia, gli investitori collocano altrove le proprie finanze anche se il piatto è ghiotto, si preferisce non rischiare.

L’Italia, pur di attrarre investitori, in caso non dovesse riuscire a collocare i 125 miliardi (o parte di essi), dovrà necessariamente aumentare gli interessi promessi a scadenza.

Questo vorrà dire maggiore spesa e minore spazio fiscale per l’Italia osserva Il Sole 24 Ore.

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Chi pagherà il conto?

Noi italiani e le future generazioni. Ecco chi pagherà il conto di interessi sempre più alti.

L’Italia per ora fornisce garanzie sulla possibilità di onorare i suoi debiti, ma un debito pubblico sempre più alto, scelte politiche irresponsabili e suicida, manovre di politica economica a crescita zero, metteranno in serio pericolo la capacità di onorare i debiti in futuro.

Le future generazioni, guardando a noi, ci additeranno come i responsabili delle loro sciagure se non poniamo un freno alla nostra dissennata politica.

Leggi anche: Antonio Patuelli al Forum ANSA: Debito Italia ‘una palla al piede’.

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