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Fabio Carbone
Wall street

Wall Street ha chiuso in fortissimo rialzo con il Dow Jones a +7,73% e il Nasdaq a +7,33%, facendo presagire una uscita dal periodo difficile. Anche i mercati asiatici sono andati bene con qualche eccezione. L’indice Nikkei a Tokyo segna un positivo +2,01% e l’indice Kospi a Seoul fa anche meglio con il +3,85%. Ad Hong Kong l’indice Hang Seng sorride con un bel +2,21%, ma lo stesso non può dire l’indice SSE della Borsa di Shanghai che perde il -0,60%.

Ma è davvero finita la paura dei mercati finanziari? Vediamo cosa dice l’indice Vix del Cboe che analizza la volatilità dei mercati statunitensi.

Grafico del Vix Index Cboe e andamento

Il Vix Index è l’indice della volatilità del Cboe e misura da anni la volatilità sui mercati statunitensi. Un alto valore dell’indice fa capire agli investitori che nei mercati si approssima un momento non facile.

Poco prima che il Cigno Nero Covid-19 si abbattesse pesantemente sui mercati finanziari, il Vix Index aveva segnalato il rischio in arrivo.

L’indice Vix è considerato in una situazione di quiete quando non supera i 20 punti e fino al 21 febbraio è rimasto sotto la soglia. Poi tutto è cambiato con l’esplosione dell’epidemia anche in Italia e da lì l’indice è schizzato a 82,69 punti come nel novembre del 2008. Al momento l’indice è sceso a quota 45,24 (-3,45%) e mostra un andamento in declino dal 17 marzo in poi.

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Non abbassare la guardia

La situazione sui mercati sembra quindi stabilizzarsi, grazie anche ai vari sostegni che i singoli stati offrono alle proprie economie interne. Ieri, ad esempio, il governo italiano ha varato il decreto liquidità per sostenere le imprese italiane d’ogni dimensione.

Tuttavia la guardia non va abbassata perché le criticità non sono certo terminate qui. In Europa quest’oggi è previsto l’Eurogruppo come scrivevamo nella nostra finestra sull’Europa quotidiana. Nessuno si aspetta che arrivi una decisione definitiva dal video incontro di oggi e questo farà male alle Borse europee che questa mattina hanno aperto in positivo.

Quali le criticità all’orizzonte?

Tutte le istituzioni nazionali e internazionali sono impegnate nel sostegno dell’economia mondiale con la promessa o lo stanziamento di fondi da iniettare enorme quantità nei sistemi economici.

Accanto agli interventi nazionali sono scesi in campo il Fondo monetario internazionale con la promessa di 1.000 miliardi per tutti i Paesi che ne faranno richiesta. In Europa la Bce ha avviato l’acquisto di titoli di stato per ridurre la pressione su di essi e lo farà per un totale di 1.200 miliardi.

Al netto degli interventi dei singoli governi e dei fondi e banche sovranazionali, ciò che urge è la ripartenza in sicurezza sanitaria della produttività, ma prima ancora della “messa in libertà” delle persone.

Se non si permette alle persone d’uscire di casa, la produttività riprenderà ma non saprà a chi vendere i beni e a chi fornire servizi.

Fondamentale, quindi, che i governi studino piani di circolazione in sicurezza delle persone affinché possano frequentare tutte le attività commerciali ora chiuse, e le attività ricreative come i cinema, i teatri, i musei.

Le fasi successive saranno quindi critiche e lì si vedrà quali imprese riusciranno realmente a resistere a tutto ciò.

La fase 2 della riapertura, va intesa anche come una fase 2 per i mercati finanziari. Quest’ultima, positiva o negativa, dipenderà dall’andamento dell’economia reale.

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