USA di nuovo all’attacco: Pronti dazi per 200 miliardi di dollari!

La guerra commerciale Fra Stati Uniti e Cina si inasprisce sempre più e questo pesa in maniera significativa sull’azionario e sulle materie prime
Armando Madeo

Benvenuti, questa è la guerra infinita tra Stati Uniti e Cina; è la guerra che non ha vincitori, ma solo vinti ed è la guerra che porterà il mondo ad una nuova grande recessione globale. A questo punto non è più possibile tornare indietro, infatti sembrerebbe che i due colossi commerciali abbiano raggiunto un punto di non ritorno ed urge che le controparti si incontrino per definire come limitare i danni e provare ad uscirne tutti vivi. Questo è quello che chiedono i  rivali politici, ma ora lo chiedono a gran voce anche gli stessi repubblicani.

Il presidente Donald Trump infatti ha affrontato critiche insolitamente aspre dal suo stesso partito, in quanto uno dei massimi legislatori della Camera degli Stati Uniti lo ha esortato a ricominciare i negoziati per fermare una guerra commerciale con la Cina che potrebbe raggiungere costi insostenibili per gli stessi Stati Uniti.

Il rappresentante Kevin Brady, un repubblicano del Texas che dirige il potente Comitato per i mezzi di comunicazione, ha invitato Trump a incontrare l’omologo cinese Xi Jinping ed ha firmato un accordo per risolvere le differenze commerciali. Brady ha avvertito che un’ulteriore escalation della guerra commerciale, così come lascia pensare l’ultima mossa dell’amministrazione di imporre dazi per altri 200 miliardi di dollari di merci cinesi, rischierebbe di avviare una lotta pluriennale che potrebbe “inghiottire il commercio globale sempre più“.

Nonostante le gravi conseguenze economiche di tariffe sempre crescenti, oggi non ci sono serie discussioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, nessun piano per negoziati commerciali in tempi brevi e apparentemente poco impegno per cercare una soluzione condivisa“, ha detto Brady in una dichiarazione martedì . “Invito vivamente il presidente Trump e il presidente Xi ad incontrarsi presto faccia a faccia per cercare una soluzione al fine di definire un commercio equo e duraturo tra i nostri due paesi”.

L’amministrazione Trump aveva già annunciato in precedenza quali prodotti cinesi sarebbero stati colpiti da una nuova tassa del 10%, fra questi vi sono articoli di consumo come abbigliamento, componenti televisivi e frigoriferi. Alcune ore dopo l’annuncio, il ministero del commercio cinese ha dichiarato che le tariffe statunitensi sono “totalmente inaccettabili” che costringeranno il paese a forti ritorsioni, questo però senza chiarire quali saranno queste ritorsioni.

La Cina ha inoltre accusato gli Stati Uniti di bullismo; il ministero degli Esteri ha descritto le minacce di Washington come “tipico atto di bullismo” e ha detto che la Cina dovrà necessariamente contrattaccare per proteggere i suoi interessi. “Questa è una lotta tra unilateralismo e multilateralismo, protezionismo e libero scambio, forza e regole“, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, quest’oggi.

Pechino ha inoltre affermato che potrebbe reagire contro le crescenti misure tariffarie di Washington, anche attraverso “misure qualitative”, una minaccia questa che le imprese statunitensi stabilitesi in Cina temono e che potrebbe significare qualsiasi cosa, da ispezioni rafforzate a ritardi nell’approvazione degli investimenti e persino a boicottaggi dei consumatori.
La Cina potrebbe anche limitare le visite negli Stati Uniti da parte di turisti cinesi, che secondo le dichiarazioni della stampa statale vale sui 115 miliardi di dollari, oppure potrebbe liberare le sue partecipazioni sui buoni del Tesoro USA, Iris Pang, economista della Grande Cina presso ING a Hong Kong, ha scritto in una nota.

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In Rosso Tutti i Principali Indici Mondiali

Hanno chiuso in forte ribasso tutti i principali mercati asiatici, con il Nikkei che ha perso oltre un punto percentuale, Hong Kong addirittura 2 punti e mezzo e Shanghai  l’1,76%.
Hanno aperto in rosso anche le borse europee, con Milano che a due ore di contrattazione circa perde un punto e mezzo percentuale, e Francoforte l’1,2%. L’indice Euro Stoxx perde a sua volta un punto percentuale.
Male anche il Petrolio, con il WTI che è sceso sotto i $ 74 al barile ed il Brent che crolla secco di oltre il 2 percento.
Benvenuti nella Guerra Commerciale.

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