FXEMPIRE
Tutti
coronavirus
Stai al Sicuro, SeguiGuida
Mondo
13,306,016Confermati
577,205morti
7,767,337Guariti
Recupero delle informazioni sulle posizione
Pubblicita'
Pubblicita'
Fabio Carbone
Unicredit

L’Ops che mesi fa aveva visto protagonista Intesa Sanpaolo intenzionata a comprare Ubi banca, finisce ora davanti all’Antitrust italiano che ci vuole vedere chiaro e vuole capire se questo accorpamento potrebbe nuocere o meno all’equilibrio competitivo in Italia nel settore bancario.

Unicredit ha chiesto all’Antitrust di partecipare all’istruttoria, a cui partecipano anche Bper, Cattolica, Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Mps Monte dei Paschi di Siena non vi partecipa invece.

Secondo la normativa in vigore le banche hanno avuto 10 giorni di tempo per chiedere attraverso i legali rappresentanti il diritto di essere sentite dall’Antitrust.

Ops Intesa-Ubi, l’Antitrust ascolta le altre banche

L’Antitrust ascolta quindi le altre banche e ora raccoglie le memorie presentate dalle banche che hanno chiesto di partecipare all’istruttoria.

Le banche, secondo la normativa, potranno sia chiedere di essere sentiti dall’Antitrust, che partecipare all’audizione finale.

Il procedimento non sarà molto lungo e per la fine di luglio dovrebbe terminare dopo aver sentito anche il parere dell’Ivass.

Pubblicita'

Tutti contro Intesa Sanpaolo?

L’Antitrust ha scritto, nel suo provvedimento che ha aperto la proceduta sull’Ops Intea-Ubi, che Ubi banca in futuro avrebbe potuto fare da “terzo polo di aggregazione” e quindi avrebbe potuto in futuro costituire un terzo gruppo bancario italiano al fianco appunto di Intesa e Unicredit.

La situazione in Italia

Il primo polo bancario italiano è Intesa Sanpaolo con 41 miliardi di euro scrive Il Sole 24 Ore, a cui segue Unicredit spa con 29 miliardi di euro, quindi proprio Ubi banca con 3,3 miliardi di euro.

Seguono il Gruppo Banca Bpm con 3 miliardi di euro, Bper con 2,3 miliardi di euro circa e infine Monte dei Paschi di Siena spa con 1,6 miliardi di euro di valore complessivo.

Si comprende come l’unificazione Intesa-Ubi andrebbe ulteriormente a rinforzare il ruolo già primario di Intesa in Italia, ma non solo nel nostro paese.

Tra i primi gruppi europei

Se “l’affare” per Intesa dovesse andare in porto con l’avallo dell’Antitrust e degli altri gruppi bancari italiani, Intesa Sanpaolo andrebbe ben oltre la rilevanza italiana affermandosi come banca tra le prime in Europa.

Per dimensione all’attivo passerebbe al settimo posto in Europa e per valore di Borsa addirittura al terzo posto tra le leader europee.

Una posizione rilevante che è forse quella più osteggiata da Unicredit spa.

I “difetti” dell’Ops Intesa-Ubi

Ciò che potrebbe penalizzare l’eventuale nascita di questo grande polo bancario europeo è la quasi completa matrice italiana. Intesa-Ubi, infatti, può contare principalmente sulla sua esposizione nel mercato italiano, con un risparmio gestito pari a 1,1 trilioni di euro, scrive ancora Il Sole 24 Ore.

Perché Unicredit non vuole questa Ops

Appare chiaro quindi la posizione di Unicredit spa, che in questi anni con a capo il francese Mustier ha fatto di tutto per liberarsi della italianità di Unicredit, l’intento non è tanto ostacolare l’ascesa ulteriore di Intesa in Italia quanto evitare che diventi un attore di peso in Europa. Cioè proprio dove Unicredit sta provando a collocarsi.

Ma non è affatto detto che questa Ops vada in porto, l’Antitrust per ora ascolta ma tutto potrebbe essere bloccato.

Non va dimenticato che Ubi banca e il suo consiglio di amministrazione non sono affatto favorevoli alla proposta di Intesa: e questo complica le cose.

Non farti sfuggire nulla!
Scopri cosa sta muovendo i mercati. Iscriviti per un aggiornamento giornaliero consegnato alla tua email.

Ultimi Articoli

Vedi tutto

Espandi Le Tue Conoscenze

Vedi tutto

Fai Trading Con Un Broker Regolamentato

  • Il tuo capitale è esposto a rischio