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L’economia sommersa e illegale in Italia vale il 12,4% del Pil

Da
Fabio Carbone
Pubblicato: Oct 15, 2018, 09:30 GMT+00:00

Diffusi dall'Istat i dati più recenti sull'evasione fiscale e il lavoro irregolare in Italia. L'economia sommersa vale circa 12,4 punti percentuali del Pil, pari a circa 6 manovre finanziarie del governo Lega-M5S.

L’economia sommersa e illegale in Italia

L’economia sommersa e illegale vale il 12,4% del Pil nazionale e nel 2016 ammonta a circa 210 miliardi di euro, in calo rispetto al picco raggiunto nel 2014, ma vale pur sempre quanto sei manovre finanziarie del governo giallo-verde. I dati appena pubblicati sull’economia non osservata sono dell’Istat, che annualmente prova ad analizzare con un report l’evasione fiscale e gli affari delle attività illecite nel nostro paese.

A incidere maggiormente il lavoro irregolare e le sotto-dichiarazioni al fisco italiano, ma anche gli affitti in nero e le mance.

L’evasione fiscale scende solo in percentuale rispetto agli anni precedenti

I dati riportati dall’Istat indicano che nel 2016 l’economia sommersa incide meno sul Pil nazionale dello 0,2 percento, un secondo calo consecutivo dopo quello fatto registrare nel 2015 (-0,5%). In realtà da un punto di vista economico si registra un incremento di 2,5 miliardi di euro.

Quest’ultimo dato si spiega con la maggiore crescita del Pil nazionale negli ultimi anni, fattore che ha portato l’economia non osservabile, come è tecnicamente definita, a incidere meno sul Pil italiano.

Le sotto-dichiarazioni pesano più del lavoro nero

A pesare maggiormente sull’evasione fiscale la sotto-dichiarazione di quanto realmente posseduto, il dato pesa per il 45,5% del valore aggiunto. La parte restante è da attribuire per il 37,2% all’impiego nelle aziende di lavoratori irregolari, mentre l’8,8% è da attribuire ad altre componenti quali ad esempio: fitti in nero, mance, integrazione domanda-offerta.

Quali sono i settori economici dove si evade di più in Italia

Il settore degli altri servizi (33,3% nel 2016) è in cima alla classifica dei settori economici dove si concentra la maggiore presenza di economia sommersa. Seguono il commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (23,7% del totale); il settore delle costruzioni con il 22,7%.

Chi dichiara di meno?

Il settore dei servizi professionali registra il numero di sotto-dichiarazioni più elevato, incidendo sul complesso del valore aggiunto per il 16,3%. Seguono con il 12,4% il commercio, trasporti, alloggio e ristorazione; all’11,9% il settore delle costruzioni.

Anche il settore manifatturiero dichiara meno di quanto in realtà percepisce dalla sua attività lavorativa. In particolare si distinguono in negativo la produzione di beni alimentari e di consumo (7,5%) e solo del 2,3%, invece, nella produzione di beni di investimento.

Dove si “nasconde” il lavoro irregolare?

Anche in questo caso il settore degli altri servizi alle persone nasconde il maggior numero di lavoratori e lavoratrici irregolari: il 22,8% del totale nel 2016. Non necessariamente si tratta di lavoratori completamente “a nero”. Scomponendo questo dato si vede meglio dove il lavoro irregolare è maggiormente presente; lo ritroviamo nel lavoro domestico, nell’agricoltura, nella silvicoltura e pesca.

In totale, secondo i dati Istat, il lavoro irregolare in Italia ha impiegato 3 milioni e 701 mila persone, di cui 2 milioni e 632 mila sono dipendenti. Un dato comunque in calo rispetto al 2015 di circa 23 mila unità.

Riguardo ai dati sul lavoro in Italia, di recente abbiamo riportato quelli sulla disoccupazione in Italia e la produzione industriale italiana, che potrebbero interessarti.

Proseguendo la lettura dei dati Istat sul “lavoro nero” in Italia possiamo vedere dove esso incide maggiormente. Ancora il settore dei servizi alle persone mostra l’impiego di un alto numero di lavoratrici e lavoratori a nero, che compongono il 47,2% dei 3,7 milioni sopra citati. Segue il comparto dell’agricoltura con il 18,6% e delle costruzioni con il 16,6%, quindi troviamo i settori del commercio, trasporti, alloggio e ristorazione che insieme sono al 16,2%.

L’illegalità in Italia e il Pil nazionale

Capitolo a parte merita l’illegalità in Italia, la quale incide sul Pil nazionale per 18 miliardi di euro compreso l’indotto. In questo caso l’aumento rispetto alle rilevazioni precedenti è di 0,8 miliardi.

Sull'Autore

Scrittore web freelance dal 2013, scrive di crypto economy dal 2016 e di fintech e mercati azionari dal 2018. Scrive inoltre di economia digitale.Dal 2018 collabora per FXEmpire.it scrivendo di crypto e mercati azionari con particolare attenzione a Borsa Italiana. Inoltre, cura la pubblicazione di articoli formativi a cadenza domenicale per l'area Formazione del sito di FX Empire Italia.

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