“Le Blockchain rappresentano un cambio di paradigma mentale e culturale, ancora prima di essere una tecnologia innovativa.”

Blockchain, criptovalute e ICO sono state al centro dell’attenzione nel 2018 e continuano a svilupparsi costantemente. Nonostante l’ampio pubblico non abbia ancora familiarità con la tecnologia blockchain, un numero crescente di persone inizia ad incuriosirsi sul tema. Abbiamo intervistato Giuliano Pierucci, CEO & Founder B2Lab e President ABIE, Italian Blockchain Association, per approfondire l’argomento.
Esperto Blockchain ICO Criptovalute

Criptovalute e Blockchain fanno ormai parte della storia, rappresentano forse la fine del sistema finanziario e sociale così come lo conosciamo. Tuttavia, sembra che solo pochi capiscano le fondamenta profonde delle criptovalute e della tecnologia dietro di esse, come funzionano e dove si dirigono. Abbiamo raccolto I pensieri di Giuliano Pierucci, esperto in Blockchain e criptovalute.


La tecnologia ​Blockchain è stata paragonata ad altre  rivoluzionarie ​invenzioni come l’elettricità e Internet.  Secondo Lei è un paragone esagerato?

“Può sembrare un paragone esagerato ma in realtà le Blockchain rappresentano un cambio di paradigma mentale e culturale, ancora prima di essere una tecnologia innovativa.”

Ci sono molte nazioni che utilizzano sempre più spesso ​la tecnologia Blockchain nel settore finanziario e bancario. In Italia, che cosa è stato fatto per implementare la tecnologia blockchain ​in questi settori ? ​

“In Italia è stato fatto poco tuttavia importanti istituti finanziari partecipano a consorzi che hanno l’obiettivo di sviluppare soluzioni che si basano su Blockchain. B2Lab ha tuttavia sviluppato Bloki, un framework interessante: Smart Contract  gestiscono Asset Digitali, Proprietà e Cambi di Proprietà.”


Il Prossimo Passo nell’Evoluzione Blockchain e Criptovalute

Vista la discesa del prezzo del Bitcoin dall’inizio del 2018, il futuro delle criptovalute e della tecnologia Blockchain alla base di esse e’ tema scottante. C’e’ chi sostiene che le criptovalute siano state una bolla giunta ormai al termine, e chi invece sostiene che siano diventate il prossimo mezzo di pagamento globale. La blockchain, tuttavia, sembra essere, secondo il parere unanime, l’inizio del futuro.


Quale sarà secondo Lei​ il prossimo passo nell’evoluzione delle criptovalute, della ​tecnologia blockchain e delle ​ICO ?

“Le tecnologie avranno evoluzioni rapide e rilevanti con un ricerca di maggiori velocità delle transazioni e scalabilità,  utilizzo di algoritmi di consenso diversi (es Proof of Stake POS) . Gli utilizzi,  oltre che essere sempre più rilevanti nel fintech, banking e criptofinanza, interesseranno  sempre più filiere; dalla salute al real estate, dalla supply chain alla gestione dell’identità, dall’IoT al turismo. Le ICO saranno sempre più relative a progetti di valore reale e già in campo,  con founder e team  di alta  reputation. Le ICO potranno riguardare anche Asset materiali. Certamente le ICO non potranno essere  semplicemente basate su un whitepaper come poteva accadere nel recente passato!”

Quali sono i principali difetti​ della tecnologia  Blockchain e ​delle ​criptovalute? 

“Per la tecnologia:  la bassa sostenibilità energetica, la bassa scalabilità e il basso numero di transazioni al secondo. Questi sono proprio punti su cui gli sviluppatori delle  community mondiali stanno lavorando.
Le Criptovalute, al momento,  hanno un elevata volatilità per potere essere considerate anche come un mezzo di pagamento su larga scala.”

Qual è il Suo​ consiglio affinche’ il sistema ICO ​possa ottenere la fiducia delle persone ed essere maggiormente utilizzato​ ? 

“Il Sistema ICO,  o come mi piace dire la Tokenizzazione degli Asset, rappresenta una grossa opportunità – che avrà una maggior diffusione come strumento alternativo e complementare agli strumenti di finanziamento tradizionali in campo fino ad oggi – se sarà messa in campo una Regolamentazioni adeguata che sia:  non ostativa della innovazione insita nello strumento, garantista degli investitori, in grado di mettere in campo uno stringente KYC e AML e, infine,  ‘pretenda’  un ‘valore vero’  del Progetto da finanziare. I benefici che gli ecosistemi dei paesi potranno  raccogliere sono diversi. Ricordo  la possibilità di raccogliere capitali in modo più snello e esteso su tutti ‘i mercati’ e la possibilità di potere negoziare i token su un mercato secondario.”

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“Gli utilizzi, oltre che essere sempre più rilevanti nel fintech, banking e criptofinanza, interesseranno sempre più filiere: dalla Salute al Real Estate, dalla Supply Chain alla Gestione dell’Identità, dall’IoT al Turismo”

Legislazione e Sicurezza

I governi di vari Paesi del mondo hanno cominciato a porsi il problema di come regolamentare l’uso delle monete virtuali, come garantire I risparmiatori contro I rischi finanziari connessi, come riuscire ad imporre una fiscalità equa e come applicare le normative antiriciclaggio.

Le prime leggi cominciano ad essere emanate ma non appare facile raggiungere gli obiettivi di sicurezza, di trasparenza, di equità che I Governi devono raggiungere.


Cosa gli Stati​ dovrebbero​ fare in termini di ​legislazione per aumentare la sicurezza e la diffusione ​ di blockchain, criptovalute e ICO?

“La risposta è articolata. In merito alla sicurezza e diffusione delle blockchain il tema è tecnolgico: normazione tecnica internazionale. Nè più e nè meno di quello che si è sempre fatto, citando alcuni esempi, nel settore energetico o nelle telecomunicazioni. Ora però il rigore va unito alla velocità di esecuzione e all’education. Nella realtà italiana, che è quella che conosco meglio, conosco poche iniziative a parte attività di tipo associazione e il Corso On line di B2Lab.  In merito alle criptovalute il tema è meno inquadrabile: le grandi economie e le banche centrali stanno decidendo  come misurarsi con questa nuova realtà/”

Sembra che l’ostacolo principale per questo settore sia quello di non avere una normativa adeguata. Qual è il Suo​ punto di vista? 

“Corretto. L’ho detto anche sopra. E’ necessaria una normazione/regolamentazione che permetta di fare ICO/ITO/Tokenizzazioni  proteggendo gli investitori, permettendo a chi ha le competenze e i progetti di raccogliere soldi e mettendo in capo KYC e AML . E’  necessaria un normazione tecnica che non permetta la creazioni di nuovi Silos ma abiliti invece il dialogo tra le nuove tecnolgie blockchain. I Legislatori e i Tecnici hanno molto lavoro da fare.”

L’ampio pubblico non ha ancora familiarità con la tecnologia blockchain. Come crede​ che si possa ampliare la conoscenza comune? Dovrebbe essere argomento di studio nelle università o forse a un livello di istruzione liceale?

“La Formazione è  una necessità,  sia di  livello universitario sia di livello liceale. Occorre insegnare la Blockchain e farlo  non solo dal punto di vista tecnologico ma anche per aspetti  processivi, legali, economici.  Peraltro voglio sottolineare come,  in una fase storica come quella  che  viviamo – noi più maturi e i ns ragazzi –  dove tutto è liquido, flat, decentalizzato, social,  studiare i concetti di decentralizzazione, di  fiducia riposta in un algoritmo creato dall’uomo, di sicurezza, di consenso,  di rapporto da pari a pari (peer to peer)  mi sembra possa andare ben oltre gli  aspetti informatici e legali ma si spinga su temi sociologici e filosofici.”

 

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