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Fintech

Cosa significa Fintech? E come mai è oggi così importante sapere a cosa serve? Fintech è l’abbreviazione dei termini inglesi financial technology: tecnologia finanziaria.

Tecnologia informatica e mondo finanziario hanno capito da tempo che dalla loro fusione poteva nascere un nuovo modo di fare investimenti, snellire i processi, ridurre a zero i tempi di attesa nei mercati finanziari, automatizzare le transazioni economiche.

Breve storia del Fintech

Il termine Fintech è abbastanza recente, secondo l’Enciclopedia Treccani il termine è attestato nella variante fin-tech nel quotidiano online repubblica.it del 13 giugno 2014.

In effetti solo negli ultimi anni il termine viene utilizzato in abbondanza in molteplici contesti: quotidiani online, corsi di trading, ecc.

Eppure le tecnologie e il mondo della finanza non si sono certo incontrati di recente. L’Informatica da decenni supporta il mondo finanziario e, col passare dei decenni, ha trasformato il cartaceo in numeri digitali visualizzati sul display di un monitor.

La Tecnofinanza – altro termine per definire la fintech – non è tanto il processo di informatizzazione dei sistemi finanziari precedenti (cartacei e telefonici); fintech, l’unione della finanza e della tecnologia, permette l’apertura di nuovi orizzonti mai esplorati prima.

Un esempio? Le criptovalute scambiate su piattaforme di scambio indipendenti dalle Borse.

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Cos’è Fintech?

Cos’è fintech allora? Una app nella quale hai conto bancario, carta di credito digitale, portfolio investimenti, polizza assicurativa, polizza sanitaria, exchange.

Un applicativo desktop in grado di automatizzare numerosi processi finanziari, con un ridotto intervento dell’uomo a cui spetta il compito di gestire e di monitorare, mentre sul piano delle strategie finanziarie è assistito dagli applicativi stessi.

Alcuni esempi di realtà Fintech

Gli esempi valgono più di mille parole per comprendere in concreto la realtà della tecnofinanza.

Prendiamo la startup inglese Revolut. Tra il 2017 e il 2018 la sua applicazione bancaria, esclusivamente mobile, è passata da poche decine di migliaia di clienti a oltre 2 milioni.

Come mai una semplice applicazione per iPhone e smartphone ha ottenuto tanto successo?

Perché al suo interno il cliente ha un conto corrente in multi valuta (euro, dollaro, sterlina, ecc.) a costo zero. Solo questo? No.

  • Carta di credito digitale o fisica, con la possibilità di disattivare e attivare l’operatività della carta direttamente dalla app, con pochi gesti: attivazione disattivazione prelievo bancomat, pagamenti online e in negozio.
  • Servizio di cambiavalute e criptovalute istantaneo, senza costi di commissione aggiuntivi, con la possibilità di comprare criptovalute direttamente dal conto corrente bancario e di conservarle all’interno di una unica app.
  • Stipula di polizza viaggi dalla app per il titolare del conto e per i familiari, polizza sanitaria, servizio assicurativo dell’iPhone e smartphone.

Questo è un chiaro esempio di cosa ci permette oggi di fare la fintech: avere la banca, l’assicurazione e molto altro, in una sola applicazione scaricabile sul nostro smartphone.

Per capire la portata

Per capire la portata del cambiamento, riporto un esempio molto pratico.

Ipotizziamo che un turista è in viaggio all’estero ed ha portato con sé la carta di credito. Malauguratamente la perde mentre passeggia lungo la via dello shopping. Si rende conto di aver smarrito la tessera, ma ora è all’estero lontano migliaia di chilometri dalla sua banca e a 12 ore di fuso orario dall’assistenza clienti.

Grazie alla app il turista può bloccare in autonomia la carta, senza dover attendere che l’assistenza clienti riceva copia della denuncia di smarrimento.

Un altro breve esempio. Il nostro turista ha deciso di fare un viaggio in più stati, ognuno dei quali ha una sua moneta locale. Grazie all’exchange integrato nell’applicazione, può fare cambi di valuta istantanei giusto della cifra che gli occorre.

Le opportunità del Fintech

Hai compreso quali sono le potenzialità della tecnologia finanziaria, passiamo ora alla descrizione delle opportunità della Fintech.

La tecnofinanza apre molte porte agli investitori, non solo perché sono nati nuovi strumenti, molto più perché sono nate tante aziende che hanno bisogno di soldi per sviluppare le proprie idee. Aziende, startup, che si rivolgono alle società d’investimento per ottenere finanziamenti.

A tal proposito è ricco di interessanti informazioni lo studio condotto dalla Pwc e da NetConsulting cube sulle ‘Aziende del fintech in Italia 2017’. Lo studio presenta i trend in atto a livello mondiale, le aree di presenza delle startup del fintech (intelligenza artificiale, sicurezza informatica, blockchain, identità digitale).

A questo punto potrebbe anche interessarti il nostro articolo sui comparti finanziari e tecnologici nei quali investire nel 2019.

Libri e corsi Fintech

Un articolo non può bastare per apprendere tutto ciò che riguarda la tecnofinanza, in libreria troverai molti libri sulla fintech che potranno aiutarti ad approfondire aspetti specifici.

Per quanto riguarda i corsi di formazione dedicati alla fintech, bisogna stare molto attenti perché si fanno passare comuni corsi di trading, per corsi che ti sveleranno “tutti i segreti/trucchi per guadagnare dalla o con la fintech”.

L’unico “segreto” che si nasconde dietro la tecnofinanza, è lo studio e come hai potuto leggere in questa guida introduttiva, non c’è solo trading, anzi, solo ora al termine diamo qualche breve accenno.

Criptovalute e fintech

Le criptovalute e la fintech, sono sullo stesso piano? Risposta: no.

Fintech è sinonimo di criptovalute? Risposta: no.

Alcune giovani aziende, cosiddette startup, hanno strutturato nuovi servizi finanziari cucendoli su misura per le criptovalute. Queste giovani e dinamiche realtà aziendali, spesso fatte di giovani programmatori, hanno fatto la loro fortuna (o rovina) applicando le tecnologie informatiche esistenti alle monete digitali che sono fatte “della stessa sostanza”.

Un connubio perfetto insomma, ma le criptovalute si inseriscono all’interno del più grande e vasto insieme della tecnofinanza.

Il trading online è Fintech!

I mercati finanziari sono in debito con Internet e le tecnologie sviluppate sulla rete, perché milioni di persone possono oggi accedere ad essi direttamente o operando facilmente attraverso piattaforme web appositamente sviluppate.

Il trading online si avvale di tutte le opportunità tecnologiche (hardware e software) offerte dall’evoluzione dell’ICT.

Non possiamo ridurre, però, la fintech al trading online.

Fintech e le opportunità di lavoro

La fintech crea opportunità di lavoro? Sicuramente sì, ma allo stesso tempo ne toglie.

Si utilizza con maggior frequenza il termine inglese disruptive (dirompente) per indicare una tecnologia che introduce una novità forte in un certo comparto e che rende in breve obsoleto quanto c’era prima.

L’umanità vive da quando esiste momenti disruptive, in cui nuove tecnologie rendono in poco tempo obsoleti i precedenti processi industriali, usi e costumi.

Con questo cosa voglio dire, che se da un lato effettivamente si aprono nuove opportunità di lavoro per ingegneri informatici, laureati in economia, ecc., dall’altra bisogna segnalare la fine di alcuni lavori.

Probabilmente in futuro non avremo neanche più bisogno delle filiali bancarie, perché il denaro sarà completamente digitale. In caso di problemi risolveremo tutto online, mettendoci in contatto con un esperto/a della banca che risponde direttamente dalla casa in montagna o al mare.

Concludendo

Questa rapida ed ampia panoramica sulla fintech, ha voluto essere una introduzione alla tecnofinanza. Da qui ora inizia il viaggio per scoprire le opportunità di investimento possibili.

In chiusura ti consigliamo di leggere quali sono i trend finanziari del 2019 per investire in sicurezza.

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