Il Fondo Elliott ha fatto fuori Genish, schiaffeggiando ancora una volta Vivendi. Adesso, l'ultimo ostacolo al progetto della rete unica sembra esser stato rimosso. TIM potrebbe avvicinarsi all'accordo con OpenFiber per diffondere la fibra ottica in tutto il territorio. Le spalle del manager israeliano reggevano anche una svalutazione dell'avviamento che aveva spaventato gli azionisti. Il 18 Novembre si scoprirà il nome del nuovo manager di TIM.
Amos Genish lascia la guida TIM, a pochi giorni dalla conferenza sui risultati finanziari del terzo trimestre. Dopo la presentazione dei valori, che hanno preoccupato gli azionisti per la pesante svalutazione dell’avviamento, arriva adesso la notizia della sfiducia al CEO di TIM
Nel corso della riunione straordinaria del Consiglio di Amministrazione, infatti, sono state revocate a maggioranza le deleghe dell’Amministratore Delegato, che è stato sfiduciato dai 10 consiglieri del Fondo Elliott, a fronte dei 5 voti contrari di Vivendi, tra cui quello di Genish stesso.
Non si è fatta attendere la risposta del colosso francese, che ha descritto la sfiducia come una mossa cinica, volta a destabilizzare. I consiglieri di Vivendi non sono però riusciti a contrastare la volontà, peraltro già in passato accennata, del fondo americano.
La notizia giunge in un periodo di forti cambiamenti per TIM: il progetto di unificazione delle reti per lo sviluppo della fibra, avanzato dal Governo, ha l’obiettivo di dar vita a un network unico tra TIM e Open Fiber, così da poter sfruttare le evidenti sinergie e ottimizzare le risorse per lo sviluppo della connessione in fibra nell’intero territorio italiano.
Sebbene, fino alla già citata presentazione dei risultati finanziari, Genish si fosse dichiarato aperto a valutare una collaborazione con Open Fiber, in seno all’azionariato quello della rete unica è sempre stato motivo di forti frizioni.
E il CEO stesso, ormai ben più accomodante, aveva auspicato un accordo a patto che il controllo della rete restasse nelle mani di TIM. Proprio quest’ultima condizione potrebbe essersi affiancata alla svalutazione da 2 miliardi sugli avviamenti, giustificata dalla previsione di flussi di cassa in netto calo nei prossimi trimestri, per segnare definitivamente la conclusione dell’amministrazione del manager israeliano.
Amos Genish si è infatti trovato per mesi in mezzo a quella che, fino a pochi mesi fa, non si esitava a definire una vera e propria faida tra Vivendi e Elliott. E dopo esser stato graziato al termine della rocambolesca rimonta del fondo americano, paga adesso le conseguenze in prima persona.
Così, il suo piano per la digitalizzazione di TIM, peraltro condotto stoicamente fino all’ultimo momento, non si è rivelato abbastanza solido, di fronte a un contrasto su più livelli che vede, al fianco di Elliott, fare capolino anche Cassa Depositi e Prestiti, portatrice di quella visione del Governo che sempre ha osteggiato l’amministrazione francese.
TIM ha fissato una nuova riunione per il 18 novembre, data in cui dovrà essere eletto il nuovo Amministratore Delegato. L’impressione della stampa e degli analisti è che il membro sarà interno al board, e attualmente il favorito sarebbe Alfredo Altavilla, l’ormai ex braccio destro di Sergio Marchionne. Si potrebbe tuttavia optare anche per il manager di Tim Brasil, Stefano De Angelis, che sta tenendo saldamente il timone di un business in piena espansione.
TIM, dopo quattro amministratori delegati in 5 anni e oltre 30 milioni di euro di buonuscite, si prepara a cambiare volto ancora. Il piano DigiTIM verrà probabilmente proseguito con la stessa efficacia, ma la musica è destinata a cambiare sul fronte della rete unica.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.