Petroliera Britannica fermata dai Pasdaran iraniani: si sfiora lo scontro armato

Fabio Carbone
Petroliera Britannica

Si sfiora lo scontro armato nello stretto di Hormuz (Golfo Persico) da dove transita gran parte del petrolio che rifornisce il mondo intero.

Una petroliera britannica è stata avvicinata dai pasdaran iraniani, che gli hanno intimato di fermarsi, cambiare rotta e seguirli in acque territoriali iraniane. Ma la petroliera era scortata a poca distanza da una nave da guerra della marina britannica, la fregata Hms Montrose. La fregata Montrose ha puntato i cannoni contro le tre imbarcazioni della Guardia rivoluzionaria islamica iraniana ed intimato loro verbalmente di allontanarsi.

A quel punto i pasdaran hanno desistito e sono andati via.

Esisterebbe anche un video di quanto accaduto, un aereo militare statunitense in volo in quella zona (forse un drone?) avrebbe girato un video filmando quindi l’accaduto.

E la notizia infatti è stata resa nota da funzionari statunitensi, citati dalla TV Cnn.

La petroliera britannica Heritage ha poi proseguito il suo viaggio normalmente.

Il comunicato stampa ufficiale del Regno Unito

“Contrariamente alla legge internazionale, tre imbarcazioni iraniane hanno cercato di impedire il passaggio di una nave commerciale, la British Heritage, attraverso lo Stretto di Hormuz”.

Questo il comunicato ufficiale del governo britannico, riportato nell’edizione di oggi de il Guardian.

I pasdaran iraniani smentiscono

L’agenzia stampa semi-ufficiale Fars, riporta la versione dei pasdaran iraniani, secondo la loro ricostruzione “se avessimo ricevuto l’ordine di sequestrarla, l’avremmo fatto”.

Perché l’Iran tenta di fermare una petroliera britannica

Per capire le motivazioni di questo atto, bisogna spostarsi nello stretto di Gibilterra e risalire ai fatti accaduti giovedì della scorsa settimana (4 luglio, ndr).

Una squadra di marines britannici, con una azione spettacolare forse voluta, si è calata dall’alto di un elicottero sulla petroliera iraniana Grace 1, che trasportava greggio iraniano destinato alla Siria.

L’azione della reale marina britannica, sarebbe scattata per far rispettare l’embargo petrolifero in vigore contro Damasco.

La nave petroliera iraniana stava compiendo un inusuale rotta di circumnavigazione dell’Africa per evitare i controlli nel canale di Suez, dove sarebbe stata bloccata e rispedita al mittente.

Passare attraverso lo stretto di Gibilterra, ed evitare i controlli, era l’unico modo per far giungere il petrolio in Siria e rifornire il governo di Bashar al-Assad.

Ma le forze britanniche seguivano la nave e quando la Grace 1 è entrata in acque territoriali britanniche (Gibilterra fa parte del Regno Unito), sono intervenuti come in una scena da film, con elicotteri e navi d’appoggio.

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L’Iran aveva assicurato ritorsioni alle navi britanniche

L’Iran, a seguito del fermo della nave petroliera Grace 1 presso Gibilterra, aveva assicurato che ci sarebbero state conseguenze.

L’ex comandante dei pasdaran Mohsen Rezai, aveva avvertito Londra che se la Grace 1 non fosse stata rilasciata in breve tempo, sarebbe stato loro dovere catturare una nave petroliera britannica.

Non solo, il ministro degli Esteri iraniano aveva anche convocato con urgenza l’ambasciatore britannico a Teheran per presentargli la sua protesta contro quanto aveva subito la petroliera battente bandiera iraniana.

Il nodo del nucleare iraniano

Nel Golfo Persico la tensione è alta, a seguito dell’uscita unilaterale degli USA dall’accordo sul nucleare firmato con l’Iran, le schermaglie tra i due paesi sono riprese ed hanno assunto toni molto alti.

L’Aiea ha certificato che l’Iran ha ripreso l’arricchimento dell’uranio, un passo ritenuto decisivo per poter creare armi di distruzione di massa.

Il prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio ha subito risentito dell’evento, passando dai 64,55 USD del 10 luglio agli attuali 67,36 USD (Brent).

Ulteriori frizioni nel Golfo Persico potrebbero innalzare il valore del petrolio e renderlo più caro anche alla pompa nei mesi a venire.

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