I Mercati non Prezzano il Rischio, FTSEMIB Stabile.

Dopo la correzione della settimana scorsa, l’indice italiano mantiene stabile la sua quotazione al di sopra dei 24 mila punti. L’incontro al Colle di Di Maio (M5S) e Salvini (Lega) con il Presidente Mattarella alimenta le percentuali di un ritorno alle urne anticipato.
Armando Madeo
M5stelle Salvini

Le consultazioni del Presidente della Repubblica, tenutesi ieri al quirinale, non hanno rinnovato l’ottimismo che trapelava nei primi giorni di discussione fra il Movimento Cinque Stelle e la Lega di Matteo Salvini. Il più frustrato e provato dei due leader sembrerebbe Matteo Salvini, forse stanco dei problemi riscontrati nella formulazione dell’ormai chiacchierato “contratto di governo”; la “notevole distanza” così come definita dal leader leghista è alla base del discorso post consultazioni di ieri, un discorso che sembrerebbe più pre-elettorale che un’apertura costruttiva.

Il discorso di Salvini, opposto a quello più “British” di Luigi Di Maio, sembra essere più un richiamo a quest’ultimo nel tentativo di ricordargli che i temi che si stanno trattando devono pur sempre avere la prerogativa di non andare a spaccare la coalizione di Centro-Destra e che prima o poi il Movimento 5 Stelle dovrà scendere a compromessi su quei punti in cui c’è divisione fra le parti.

Dal punto di vista puramente tecnico i tempi fino ad ora impiegati non risultano allo scrivente e sicuramente anche al lettore accorto, tempi lunghi o biblici, purché essi non vengano sommati ai precedenti giorni di stallo politico, avutosi nel post elezioni. Potrebbe dunque essere questo il motivo per il quale i mercati non hanno dato alcun segnale in questi due giorni di contrattazioni.

In una nota Goldman Sachs ha definito “compiacente” l’atteggiamento dei mercati nel prezzare il rischio politico italiano: “Crediamo che il mercato sia compiacente nel prezzare il rischio politico dell’Italia. A nostro avviso, un governo M5S-Lega rimane il risultato che verrebbe interpretato come il peggiore dai mercati. I nostri economisti ritengono ora che nuove elezioni nei prossimi mesi siano più probabili di quanto precedentemente atteso.”

Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, in un intervista di Davide Pantaleo, definisce l’indice italiano come “un mercato stanco, più da vendere che da comprare”. Si allineano su tale dichiarazioni anche altri trader i quali vedono una possibile correzione ormai imminente, nonostante i segnali positivi riscontrati in questi giorni.

Gli occhi degli investitori sono logicamente puntati sulla questione politica, sul nome legato al Premier ed al Ministro dell’economia e sulle eventuali riforme economiche messe in campo dal governo che si va delineando. Non è scontato che in caso di fallimento il mercato possa prezzare il ritorno alle urne come positivo, visti i sondaggi degli ultimi giorni che danno il Centro-Destra in forte guadagno; non è infatti un mistero che gli operatori vedono un governo di centro-destra sicuramente più garantista rispetto ad un governo a trazione “populista” come quello che si avrebbe fra M5S e Lega.

Nel frattempo prosegue il collocamento dei BTp Italiani a 10 anni riservato agli investitori retail che nel primo dei tre giorni previsti ha ottenuto ottimi risultati con 33 mila contratti chiusi e 2,306 miliardi nelle casse dello stato.

 

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