I mercati finanziari rimangono piatti in attesa della riunioni della Bce e della Fed

James Hyerczyk

Nella giornata di martedì, la maggior parte dei mercati finanziari è rimasta piatta data la limitata reazione degli investitori ai nuovi dati sugli Stati Uniti in vista delle riunioni della Fed e della Bce. Inoltre, i trader hanno elaborato l’impatto del referendum costituzionale in Italia che, nella giornata di lunedì, non ha avuto un notevole effetto sui mercati. Secondo i trader, ciò dipende dal fatto che il voto è stato diretto più contro il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che a favore del recesso dell’Italia dall’Unione Europea.

Le banche italiane potrebbero iniziare a dovere affrontare alcune difficoltà. Secondo il Financial Times, il Monte dei Paschi di Siena è stato avvertito di prepararsi a un intervento di sostegno da parte dello Stato. Un importante investitore starebbe, infatti, riconsiderando se contribuire a una capitalizzazione di 5 miliardi di euro. Nella giornata di martedì, il titolo della banca ha perso più del 3,5%.

Dati economici

A ottobre, il disavanzo commerciale del Canada si è nettamente ridotto. Nella giornata di martedì, Statistics Canada ha annunciato una stima del deficit commerciale intorno agli 1,1 miliardi di dollari, il dato più basso degli ultimi nove mesi, di gran lunga inferiore al massimo storico dei 4,4 miliardi di dollari registrati a settembre. Il disavanzo è poi inferiore a quello stimato dagli economisti a 1,7 miliardi di dollari. Per i trader, tale riduzione non dipende dal miglioramento dell’economia, ma è un fatto isolato.

In Nuova Zelanda, l’asta GDT di questa settimana ha registrato un incremento del 3,5% a fronte del precedente aumento del 4,5%.

La coppia EUR/USD ha oscillato tra il rimanere piatta a il ribasso, poiché gli investitori non sono riusciti a sostenere la netta inversione al rialzo verificatasi nella giornata di ieri. Durante la sessione odierna, gli ordini industriali in Germania hanno segnato il 4,9%, dato superiore alla precedente lettura del -0,3% e alla stima dello 0,6%.

Negli Stati Uniti, secondo il dipartimento del Lavoro, la produttività del terzo trimestre è salita a un tasso annuo del 3,1%.  Il disavanzo commerciale è aumentato a 42,6 miliardi di dollari. Gli ordini industriali sono saliti del 2,7%, lievemente al di sopra della stima del 2,6%.

I titoli del Tesoro degli Stati Uniti

Nella giornata di lunedì, i rendimenti dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti hanno seguito un andamento vario. Quelli dei titoli a dieci anni sono scesi al 2,3896%, mentre quelli dei titoli a due anni sono aumentati all’1,12%. Nondimeno, il dollaro è riuscito a recuperare parte delle predite subite all’inizio della settimana.

Il greggio

Nella giornata di martedì, il prezzo del greggio è diminuito, poiché gli investitori hanno ridotto le posizioni long dopo il netto rialzo della scorsa settimana. Il Brent continua a seguire un andamento migliore del Wti. Il differenziale tra le due varietà di petrolio, salito a 2,29$ al barile, è il più alto da agosto.

Gli investitori sono, inoltre, preoccupati che la maggior parte del fardello di controllare il supporto venga lasciata agli Stati del Golfo. Tale preoccupazione sorge dal fatto che la produzione della Russia è aumentata prima dell’attuazione dei tagli all’attività produttiva decisi dall’Opec.

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