L’innalzamento dei Tassi per il Mese di Settembre Rimane Possibile, Tuttavia, il CPI in Ribasso Potrebbe Rallentare Quelli Futuri

Giovedì, i rendimenti del Tesoro statunitense si sono mossi in ribasso dopo il rilascio del rapporto sul CPI. Le notizie non elimineranno la possibilità di un innalzamento dei tassi nel mese di settembre, ma combinato assieme ai dati sull’inflazione di ieri più deboli del previsto, potrebbero rallentare gli innalzamenti futuri da parte della FED.
James Hyerczyk

Durante la giornata di giovedì, il dato sull’inflazione statunitense degli Stati Uniti, più deboli del previsto, sta contribuendo a generare la maggior parte delle attività nei mercati. Questa notizia sta intaccando i rendimenti del Tesoro statunitense, alimentando una reazione nei mercati azionari e forex. I trader di quest’ultimo mercato stanno, inoltre, reagendo alle decisioni della banca centrale europea e d’Inghilterra.

Rapporto Sull’Inflazione Statunitense

Durante la giornata di giovedì, il dipartimento del commercio statunitense ha affermato, per il mese di agosto, una crescita del 0.2% dell’indice di prezzo al consumo (CPI). Il suddetto dato, però, risulta essere inferiore alle previsioni degli economisti, pari ad un rialzo dello 0.3%. Negli ultimi 12 mesi fino ad agosto, il CPI si è mosso in rialzo del 2.7%, leggermente al di sotto rispetto all’incremento del 2.9% registrato a luglio.

Il cosiddetto CPI core è in rialzo dello 0.1%. I trader si aspettavano una crescita dello 0.2% per il mese di agosto. Negli ultimi 12 mesi fino ad agosto, il rapporto CPI core si è mosso in rialzo del 2.2% a seguito di una crescita delle 2.4% nel mese di luglio.

Mercati del Tesoro Statunitense

Giovedì, I rendimenti del Tesoro statunitense si sono mossi in ribasso dopo il rilascio del rapporto sul CPI. Le notizie non elimineranno la possibilità di un innalzamento dei tassi nel mese di settembre, ma combinato assieme ai dati sull’inflazione di ieri più deboli del previsto, potrebbero rallentare gli innalzamenti futuri da parte della FED.

Alcuni trader, inoltre, affermano che il suddetto evento possa servire come prova del fatto che l’incremento dei salari non si traduce in aumento della domanda di inflazione e di conseguenza potrebbe significare che non vi sia urgenza, da parte della Fed, di continuare ad innalzare i tassi ogni trimestre. Inoltre, potrebbe anche voler dire che la banca centrale continuerà ad incrementare i tassi gradualmente ed in seguito in conformità agli sviluppi economici, applicando le modifiche necessarie.

Dollaro Statunitense

Giovedì, i rendimenti del Tesoro più deboli, hanno reso il dollaro statunitense un investimento meno attrattivo. Inoltre, i dati suggeriscono che la Fed potrebbe aver attinto il punto di equilibrio per quanto riguarda i tassi di interesse, potendo significare che la Fed ha raggiunto una zona di standardizzazione.

Attestandosi nella zona di standardizzazione potrebbe voler dire che la Fed non agirà più sui tassi di interesse. Per il dollaro, ciò è potenzialmente ribassista, in quanto le altre banche centrali principali sono propense ad iniziare un percorso di innalzamenti dei tassi. Il suddetto evento potrebbe rendere le loro valute investimenti più attrattivi rispetto al dollaro statunitense.

Mercati Azionari Statunitensi

Per gli investitori nelle azioni statunitensi il fatto che il CPI abbia mancato l’obbiettivo previsto è stato positivo ed hanno reagito spingendo in rialzo le azioni. I timori dei suddetti investitori stanno crescendo di pari passo con l’incremento della recente inflazione e la possibilità di innalzamenti dei tassi aggressivi da parte della Fed. I dati odierni e il rapporto sul PPI di ieri suggeriscono che l’inflazione potrebbe non scappare via.

Banca Centrale Europea e Banca d’Inghilterra

Come previsto, la banca centrale europea (BCE) ha mantenuto i tassi di interesse invariati. Tuttavia, la banca centrale ha annunciato solamente un lieve cambiamento nella sua politica per rimane in linea con la fine degli acquisti di bond prevista per dicembre e tenendo i tassi ai minimi storici almeno fino alla prossima estate.

Per di più, la banca d’Inghilterra ha mantenuto i tassi invariati, ma ha sottolineato l’incertezza riguardante la Brexit.

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