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L’effetto Trump potrebbe esercitare pressione sulla RBA affinché aumenti i tassi nel 2017

4 mesi faByJames Hyerczyk

Doveva accadere. L’effetto Trump ha attraversato l’oceano Pacifico ed è sbarcato in Australia. Dopo aver beneficiato per diversi anni di tassi di interesse ai minimi storici, gli acquirenti di abitazioni in Australia devono affrontare l’innalzamento dei tassi sui prestiti agli investitori. Recentemente, i tassi fissi sui mutui abitativi sono aumentati: pertanto, è solo questione di tempo prima che salgano anche quelli variabili. A mio parere, l’aumento dei tassi bancari eserciterà pressione sulla Reserve Bank of Australia perché innalzi i propri tassi nel 2017.

Per gli esperti, l’incremento di tassi sui mutui in Australia dipende dall’effetto Trump, ossia dal programma del nuovo presidente degli Stati Uniti di aumentare la spesa pubblica per le infrastrutture e di ridurre la pressione fiscale. Tale proposta di politica economica ha provocato un innalzamento dei rendimenti dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti. Dato che il mercato di questi strumenti del debito funge da riferimento per il resto del mosto, il costo dei prestiti  viene spinto in rialzo in tutte le altre economie.

Essenzialmente, l’incremento dei rendimenti dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti sta facendo salire il costo dei prestiti nel mercato dei capitali e le banche sono costrette a pagare di più per la principale fonte di finanziamento dopo aver approfittato di molti anni di tassi estremamente bassi. Questa è l’essenza dell’economia globale, ove i tassi a lungo termine degli Stati Uniti influenzano quelli delle altre economie.

Oltre che con i depositi, le banche australiane si finanziano sul mercato internazionale dei capitali, essenzialmente prendendo a prestito da altre banche. Quando i costi dei prestiti aumentano, le banche sono costrette a trasferire questi costi sui loro clienti.

Inoltre, le banche australiane risento della pressione della loro autorità di regolamentazione, l’Apra. Tale ente impone alle banche di mantenere un capitale maggiore come scudo contro gli shock del settore bancario. Se i depositi sono insufficienti, le banche dove raccolgono il capitale necessario? Si rivolgono la mercato internazionale dei capitali.

Le banche australiane devono affrontare le difficile decisione di innalzare i tassi di interesse perché devono far fronte alla difficile scelta concernente l’aumento dei costi di finanziamento e il rispetto degli obblighi di regolamentazione sulla gestione dei loro bilanci.

Potrebbe essere un po’ presto per prevedere se la Rba aumenterà i tassi nel 2017, ma non lo è per reagire a questi movimenti nel mercato, se siete investitori o avete chiesto un prestito. Se siete investitori e osservate lo sviluppo della tendenza, potete giocare sui mercati speculativi. Se avete chiesto un prestito, potete evitare di pagare di più in futuro bloccando i tassi ora o, per lo meno, approfittando di buoni prezzi che vengono ancora offerti dai prestatori. In questo caso, fareste veramente bene.

A sostegno dell’ipotesi di un innalzamento dei tassi da parte della Rba nel 2017 vi vi sono i documenti pubblicati dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L’Oecd ha recentemente affermato che una manovra restrittiva da parte della Rba nel 2017 è “opportuna” considerato “come la politica monetaria va sviluppandosi nel resto del mondo, il ciclo dell’economia interna e la necessità di contrastare le tensioni di un contesto di bassi tassi di interesse, in particolare nel mercato immobiliare, i cui prezzi sono aumentati in vari paesi per diverso tempo.”

A essere onesti, gli ultimi verbali della Rba suggeriscono che la banca centrale australiana è attualmente più concentrata sul mercato del lavoro che sull’aumento dei tassi. Tuttavia, non si può ignorare la rapida variazione subita dal mercato dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti negli ultimi trenta giorni. Le condizioni potrebbero mutare rapidamente, dato che la data di inaugurazione dell’Amministrazione Trump a gennaio va avvicinandosi e che il nuovo presidente degli Stati Uniti potrebbe essere al volante dei tassi di interesse mondiali.

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