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La Brexit e il deprezzamento della sterlina

4 mesi faByBob Mason

Nella mattinata di oggi, i mercati asiatici non sono stati certamente impressionati dalle notizie provenienti dal Regno Unito.

Nel fine settimana, la primo ministro britannica, Theresa May, è stata intervistata da Sky News e le sue dichiarazioni hanno lasciato intendere l’abbandono di una prospettiva moderata sulla Brexit, che, con i dati positivi sull’economia del Regno Unito, ha continuato a sostenere la sterlina alla fine dell’anno, sebbene la prima settimana non sia stata tanto rosea, con la valuta che ha perso lo 0,83% contro il dollaro, muovendosi in ribasso dal massimo degli 1,2419$ toccato nella giornata di giovedì.

May ha tentato di chiarire ai mercati le intenzioni del suo governo per il 31 marzo, quando il Regno Unito dovrebbe invocare l’applicazione dell’art. 50 del TUE ed inaugurare una nuova era per la propria politica internazionale e per la propria economia.

Se vi sono mai stati dubbi sul recesso del Regno Unito dalla Gran Bretagna, questi sono stati spazzati via dalle affermazioni di May. Tuttavia, rimane da vedere se il governo di Londra riuscirà a rimanere nel mercato unico e vi è incertezza circa il coinvolgimento e il ruolo del parlamento, che getta confusione nell’attesa della decisione della Corte Suprema. Il desiderio di May di proteggere i confini della Gran Bretagna a costo di abbandonare il mercato unico viene considerato un approccio intransigente al Brexit e avrà immediati effetti negativi sulla sterlina. Da segnalare che il primo ministro non ha fatto alcun riferimento alla libertà di circolazione.

La realtà è che l’UE non intende cedere sul mercato unico e che Londra non vuole fare un passo indietro sulla protezione dei confini: la questione è, quindi, chiara e si riduce alla capacità di Downing Street di negoziare rapporti commerciali favorevoli. La sostanza rimane, comunque, oscura, dato che i negoziati non inizieranno prima del secondo trimestre, dopo che il Regno Unito avrà invocato l’applicazione dell’art. 50 del TUE.

Tuttavia, lo scenario non è così apocalittico. Per gli Stati membri dell’UE, la Gran Bretagna rappresenta, infatti, un partner commerciale strategico. Inoltre, con Trump alla Casa Bianca, una posizione intransigente dell’UE nei confronti del Regno Unito non pare probabile.

Nella mattinata di oggi, la coppia GBP/USD si è mossa in ribasso, con l’indice del dollaro spot che, al momento della stesura di questo articolo, ha guadagnato lo 0,03% per raggiungere quota 102,19, recuperando le perdite iniziali grazie al miglioramento del sentimento nei confronti del dollaro in attesa dei dati sulle vendite al dettaglio, che verranno diffusi nella giornata di venerdì e che dovrebbero continuare a sostenere il rialzo della valuta statunitense. Un ulteriore fattore positivo potrebbe essere rappresentato dall’ottimismo che coinvolge anche le colombe del Fomc.

Prima dell’apertura dei mercati europei, il cambio tra sterlina e dollaro ha ceduto lo 0,99% per toccare gli 1,21649$. Le perdite hanno riflettuto il sentimento diffuso nelle piazze asiatiche, ma, verso l’avvio della sessione europea, la sterlina è riuscita in parte a recuperare, attestandosi a 1,21785$ al momento della redazione di questo articolo. Per la prima volta dalla fine di ottobre, la coppia GBP/USD è al di sotto degli 1,22$.

I dati sul Regno Unito pubblicati nella mattinata di oggi sono stati limitati all’indice Halifax dei prezzi delle abitazioni che, nonostante il suo aumento, non è riuscito a sostenere la sterlina. Vi è poi l’assenza di dati sugli Stati Uniti in grado di invertire la tendenza al rialzo del dollaro. Ciò considerato, la sterlina dovrebbe continuare a deprezzarsi prima della pubblicazione dei dati di Brc sulle vendite al dettaglio di dicembre, prevista per questa notte. Al momento, i mercati sono ansiosi di sapere se, con l’inflazione che inizia ad aumentare e il credito che si riduce, i dati sui consumi siano sostenibili. Dati deludenti sarebbero certamente negativi per la sterlina, con i mercati che cominciano a valutare le previsioni della Banca d’Inghilterra sul calo della spesa per i consumi all’inizio del nuovo anno. I mercati potrebbero allinearsi alla banca centrale britannica, ma, per convincerli, servono dati più rilevanti di quelli di Brc sulle vendite.

Nella giornata di oggi, sono previsti gli interventi di alcuni membri del Fomc: Rosengren, Lockhart e Evans. Toni da falco andrebbero ad aggiungersi ai fattori di rialzo per il dollaro. Da ricordare che, nell’ultima settimana, Evans ha assunto una posizione da colomba, dichiarandosi a favore delle tre manovre restrittive previste per questo anno.

Nel corso della settimana, la misura del deprezzamento della sterlina dipenderà da come i mercati risponderanno ai dati sul Regno Unito che verranno pubblicati nella giornata di mercoledì: produzione industriale e manifatturiera di novembre e commercio. A ogni modo, la sterlina potrebbe crollare se Carney facesse riferimento alla necessità di ulteriori misure espansive nel corso del suo intervento previsto per la giornata di mercoledì.

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