Le posizioni corte nette del VIX raggiungono valori record: l’indice della paura non spaventa più

Il VIX è stabile a 13 punti, dopo aver raggiunto i valori più bassi mai registrati negli ultimi quindici anni. Il ribasso è strettamente legato alle operazioni dei fondi di investimento e degli investitori istituzionali, ma alcuni analisti sottolineano come il valore registrato non sia un perfetto indice della volatilità dei mercati. Ci si attende comunque un periodo di quiete che potrebbe durare fino all’inizio dell’estate.
Alberto Ferrante
Stock market graph and bar chart price display

È stato definito da analisti e investitori come l’indice della paura, un incubo per i fondi speculativi. Ma il VIX, la misura della volatilità implicita delle variazioni di prezzo, ha raggiunto nella scorsa settimana dei valori record. A febbraio, il CBOE VIX ha chiuso al 3,9%, un dato di gran lunga inferiore alla media storica e il più basso mai visto nel corso degli ultimi 15 anni. L’andamento attuale apre la strada a una serie di riflessioni sul futuro del mercato.

In basso, un grafico che espone i valori record raggiunti dalle posizioni net short degli speculatori.

Gli analisti si attendono dunque un periodo di relativa calma nei mercati finanziari, che potrebbe durare a tempo indeterminato. A contribuire all’abbassamento dell’indice sarebbero stati in primo luogo gli investitori istituzionali, che si aspettano un ulteriore calo della volatilità, e i fondi speculativi. Come evidenzia Bloomberg, data la relazione inversa tra VIX e S&P 500, i fondi speculativi ritengono che le azioni riusciranno a riprendere il loro ritmo record solamente tra la primavera e l’inizio dell’estate, quando la tendenza “sell in May and go away” potrebbe infine spingere verso una rapida discesa stagionale.

L’indice, nato nel 1993, misura la volatilità implicita a 30 giorni su una serie di opzioni, put e call, basate sull’indice di riferimento S&P 500. Generalmente, valori più elevati della media (superiori a 30) sono indizio di un’elevata volatilità, mentre valori inferiori alla media (vale a dire più bassi di 20) descrivono un mercato più fiducioso. Attualmente, il VIX è fisso a 13 punti.

Tuttavia, come sottolineano alcuni analisti, una posizione net short sui futures VIX non deve necessariamente indicare che la volatilità si stia abbassando, in quanto i dati mostrati dal CFTC, ovvero la Commodity Futures Trading Commission, non tengono conto del posizionamento dei fondi negoziati in borsa, vale a dire gli ETF, che mostrano un livello di volatilità ben diverso.

Tra i rischi imminenti, gli analisti espongono in primo luogo il problema del drastico aumento delle obbligazioni societarie e la possibile sopravvalutazione che emergerà dalla morbida politica monetaria vigente.

Si ritiene, dunque, che l’elevata liquidità dei mercati globali possa continuare a spingere al rialzo le valutazioni, a prescindere dagli sforzi della Federal Reserve, che ha recentemente abbandonato l’idea di alzare i tassi d’interesse. E non si scorge all’orizzonte nessuna stretta monetaria.

Nel corso della settimana scorsa il VIX è rimasto stabile sotto i 13 punti. Nella giornata di ieri, si è assistito a un minimo di 12,60 e un massimo di 13 punti. Attualmente, alle ore 11 del 30 Aprile 2019, il VIX è appena sopra i tredici punti.

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