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Fabio Carbone
Guerra Dazi Cina e USA

Prosegue la guerra dei dazi tra Cina e USA. Ieri, domenica primo settembre, sono entrati in vigore i nuovi provvedimenti incrociati che faranno scattare nuovi dazi sulle merci importate.

La Cina è cauta, le nuove tariffe sui prodotti importati dagli USA varranno tra il 5% e il 10% del prezzo d’importazione delle merci e riguarderanno il petrolio statunitense, la soia e circa un terzo dei 5.000 prodotti catalogati nell’ultimo annuncio del governo cinese. Cauta la Cina anche sull’entrata in vigore delle maggiori tariffe, le quali scatteranno solo a partire dal prossimo 15 dicembre. In totale gli aumenti tariffari riguarderanno un flusso di beni pari a 75 miliardi di dollari.

Il governo cinese, comunque, si riserva di introdurre anche tariffe sulle parti di ricambio delle auto provenienti dagli USA e sulle stesse auto.

Sul fronte opposto, negli USA, sono scattate le tariffe del 15% imposte su prodotti cinesi tra cui scarpe, prodotti tecnologici come smart watch e televisori a schermo piatto.

Potrebbe interessarti: Prezzo USD/CNY.

Dazi sui prodotti USA scelti oculatamente dalla Cina

Secondo un report della società Panjiva, che si occupa di analizzare la catena di approvvigionamento dei Paesi e che fa parte di S&P Global Market Intelligence, i prodotti scelti dal governo cinese fanno parte di un gruppo di merci le cui importazioni stavano crescendo nell’ultimo periodo in termini di importazione dagli USA verso la Cina.

Quindi una scelta oculata per colpire in modo efficace le merci prodotte negli USA e importate dalle aziende cinesi, così da arrecare un maggiore danno all’economia del paese avversario.

È una nuova forma di guerra, insomma, combattuta a suon di tariffe commerciali e non più con fucili e cannoni.

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Cina. Cambi di strategia interna

Il governo cinese, per ovviare alla diminuzione delle esportazioni verso gli USA e per combattere il rallentamento dell’economia cinese degli ultimi anni, sta adottando una politica economica persuasiva intesa a spingere la domanda interna.

La strategia è quella di spingere i cinesi a comprare di più, passando quindi da una economia che si affidava sulle esportazioni per la crescita, a una economia che si basa sul consumo interno per la crescita.

Secondo quanto riportato da CNBC, che cita il People’s Daily, “la grande quantità di tariffe non può frenare lo sviluppo della Cina”. Questo titolo del quotidiano del partito comunista cinese, è diretto alla popolazione e intende esortarla a reagire con ottimismo alla situazione di criticità.

Donald Trump tiene la porta aperta

A dispetto del lancio incrociato di dazi sulle merci importate, Donald Trump tiene aperto il canale comunicativo con Pechino, infatti ha dichiarato che le task force al lavoro per la soluzione della crisi si incontreranno ancora una volta entro la fine di settembre.

Trump consiglia alle aziende USA di trovare altri fornitori non cinesi

Donald Trump, via Twitter, comunica la sua intenzione di ridurre la dipendenza degli USA dalla Cina, per questo motivo invita le aziende produttive che si approvvigionano in Cina, a trovare nuovi fornitori da qualche altra parte.

Un consiglio forse difficile da mettere in pratica, dal momento che negli ultimi decenni, non solo gli USA, ma gran parte dei Paesi sviluppati, hanno considerato la Cina l’industria produttiva principale di una innumerevole quantità di beni.

 

In attesa di nuove evoluzioni sulla Guerra dei Dazi tra Cina e USA, leggi anche Guerra Cina – USA preoccupa i mercati.

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