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Fabio Carbone
QuadrigaCX

Se veramente Gerald Cotten, Ceo del fallito crypto exchange canadese QuadrigaCX, è morto, allora vogliamo che il corpo sia riesumato e fatta una analisi sul DNA. Questa è la richiesta avanzata dallo studio legale Miller Thomson che rappresenta alcuni dei clienti danneggiati, alla polizia canadese.

Il sospetto che aleggia come un fantasma sin dall’inizio? Che Cotten non sia veramente morto, che il certificato di morte è falso, che lui sia in realtà vivo da qualche parte a godersi i soldi dei clienti di QuadrigaCX.

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Insomma, se fino a ora credevamo di avere visto proprio tutto nel mondo delle criptovalute. Se credevamo che i furti agli exchange, le truffe di Mt.Gox e di Poloniex fossero tutto l’esprimibile dal mondo delle criptovalute, dobbiamo ricrederci.

Storie da film di genere… crypto

Le criptovalute e le sue storie, delle volte davvero surreali, potrebbero stimolare molto la cinematografia e spingerla nei prossimi anni a dedicargli più di un film. Basti prendere la storia di Satoshi Nakamoto e i suoi tanti volti fasulli che gli sono stati attribuiti, compreso il volto inglorioso di un informatico forense che si sarebbe suicidato.

O la storia di Mt.Gox e del finto ingenuo che lo gestiva e fingeva di non accorgersi di stare truffando migliaia di persone.

E non ultimo QuadrigaCX e la storia di una presunta morte inscenata, per sottrarre circa 170 milioni di dollari ai crypto lover e goderseli chissà su quale pianeta sotto altro nome, magari quello preso a prestito da un personaggio alieno di Star Wars.

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Chi è Gerald Cotten?

Cotten, per chi ancora non lo sapesse, era l’unico a conoscere le chiavi private di accesso agli hot wallet di QuadrigaCX (almeno così si presume). Ma, e qui inizia a venire l’acquolina in bocca agli amanti del giallo, Ernst & Young nominata dai giudici curatore fallimentare, ha scoperto che i wallet dell’exchange erano vuoti e i fondi erano stati spostati su altri exchange e wallet.

Gli appostamenti fuori casa di Cotten mostrati al Tg1

E se anche il Tg1 delle 20:00 arriva a parlare di QuadrigaCX e mostra i video dei poveri clienti truffati che si appostano fuori casa (fantasma?) del presunto deceduto Gerald Cotten, allora le criptovalute sono mainstream e c’è poco altro da aggiungere.

Solo che il prezzo del bitcoin non va su se il Tg1 racconta queste cose, non va su se le criptovalute diventano mainstream a causa delle truffe. Le criptomonete vanno giù se si scopre che un exchange ha fatto loschi movimenti su una altcoin come CLAM (che nessun altro exchange supportava), per poi accollare i 1800 BTC di perdita ai clienti come se fosse successo nulla.

E allora? E allora ci vuole la regolamentazione… Ma poi le criptovalute vanno giù, perché i crypto anarchici, ops, scusate, i cyberlibertari, non vogliono regole anche qui.

Se Cotten è passato a miglior vita davvero, allora…

E se invece Cotten fosse davvero morto? Allora chi ha spostato i soldi dai wallet? Qualcuno che conosceva bene Cotten, qualcuna che stava molto vicino a lui, qualcuno/a che ha le chiavi e che nessuno sa che lui/lei sa. Già, ma chi?

Ce lo diranno i tribunali il finale di QuadrigaCX, o sarà la sceneggiatura di un film a reinventarlo?

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