Banche italiane in cerca di partner: MPS e Banca Carige futuro incerto

Banche italiane i ncerca di partner. MPS e Banca Carige hanno bisogno di una spalla forte per non fallire. Unicredit e Intesa Sanpaolo si chiamano fuori: abbiamo già dato.
Fabio Carbone
Banche italiane

Monte dei Paschi di Siena (MPS) e Banca Carige sono in cerca di un partner forte che possa garantirne la sopravvivenza almeno nel medio termine.

Banca Carige, dopo il ritiro di alcune proposte, attende ancora che un pretendente si faccia avanti. La Banca Centrale Europea ha esteso il termine ultimo di presentazione delle offerte vincolanti di acquisto del gruppo ligure, fino a metà maggio. Ricordiamo che la precedente scadenza era fissata per il 5 di aprile. BlackRock resta l’unico interessato alla banca, ma gli serve più tempo per capire appieno le potenzialità reali che Carige ha da offrire.

Intesa Sanpaolo non si estenderà oltre in Italia

Il presidente del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gross-Pietro, lo dice chiaramente: “Intesa Sanpaolo ha già fatto tutto quel che poteva fare in Italia in termini di consolidamento, l’unico ad oggi possibile sarebbe quello su operazioni cross border per cui però non esisterebbero le condizioni favorevoli”.

Una espansione del gruppo in Europa, con acquisizioni di banche dell’UE è per ora esclusa per il mancato completamento dell’unione bancaria.

Sul lato interno, nessun’altra banca potrà essere assorbita dal Gruppo per due motivi essenziali.

Il primo, spiega Gross-Pietro deriva dal fatto che Intesa ha assorbito negli anni circa 250 banche italiane in difficoltà o semplicemente troppo piccole per continuare ad esistere da sole.

Il gruppo bancario ha da poco ultimato il consolidamento che riguarda le due banche venete salvate dal fallimento due anni fa. E poi Intesa Sanpaolo sta ultimando l’assorbimento del Banco di Napoli già di sua proprietà, ma la cui struttura amministrativa e marchio sono stati completamente inglobati nel grande gruppo bancario.

Secondo motivo, l’Antitrust Europeo interverrebbe subito se Intesa Sanpaolo assorbisse ancora altri istituti di credito.

Unicredit e i guai con l’Antitrust Europeo

Sulla testa degli amministratori di Unicredit è caduta una grossa tegola che potrebbe costargli fino al 10% del valore annuale del gruppo internazionale. L’Antitrust della UE ha messo sotto inchiesta Unicredit e altre banche europee per violazione delle regole antitrust su titoli di stato europei comprati tra il 2007 e il 2012.

L’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, durante l’Assemblea di bilancio ha detto che:

“le combinazioni bancarie sono molto difficili e ogni combinazione ha una bassa probabilità di riuscire”.

Come dire che Unicredit non si accollerà i fallimenti delle piccole banche, perché comunque destinate a fallire. Unicredit non è disposta a fare la salva banche.

FMI: serve consolidamento alle banche italiane

Venerdì 12 aprile il responsabile del dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Poul Thomsen, parlando dell’Italia e delle perplessità sulle riforme in atto in Italia in ambito fiscale, ha speso alcune parole anche sulla situazione delle nostre banche.

Gli istituti di credito italiano devono “ridurre nel lungo termine l’esposizione” al debito sovrano.

Il “momento” infelice delle banche italiane

Le banche italiane non vivono un momento felice, ma questo lo sappiamo da oltre un decennio. Il legame tra le banche e il tessuto economico è forte e ciò si traduce in una forte esposizione a sostegno di imprese e famiglie, ma quando la crisi economica colpisce così drasticamente, le banche non ricevono indietro i prestiti ed entrano in sofferenza.

Senza ovviamente voler lasciare in ombra le truffe di alcune banche ai danni dei propri clienti: anche questo ha danneggiato e non poco il settore bancario italiano.

La soluzione

Il FMI suggerisce apertamente la soluzione, le banche italiane non possono continuare a comprare il debito sovrano italiano. Non possono continuare a “salvare l’Italia”, anche se qualcuno storcerà il naso su questa affermazione.

Allo stesso tempo le banche italiane dovrebbero riscuotere i mutui e i prestiti non pagati per risanare i conti…

Speriamo i nodi non vengano al pettine.

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