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Alberto Ferrante
Bussola

Le borse europee hanno chiuso ieri nuovamente in calo dopo una giornata molto volatile a causa delle attese per la riunione della Fed e, in Italia, per la dichiarazione dell’OCSE sul crollo del PIL.

Il FTSE MIB di Piazza Affari si è trovato ancora in difficoltà, con le banche ancora in crisi dopo le raccomandazioni sui dividendi.

Allo stesso modo, è salito ancora una volta lo spread BTp/Bund, fino a 188 punti. Si tratta di un’impennata di oltre 15 punti dalla settimana scorsa, quando il rally delle banche aveva spinto lo spread a quota 172 punti.

Buona invece ieri la crescita dell’oro, che si è portato in serata oltre i 1725 dollari l’oncia.

Al termine della conferenza stampa di Powell, ieri il dollaro si è lievemente apprezzato: la Fed ha confermato di non essere intenzionata a tagliare i tassi.

I principali indici europei

Il FTSE MIB ha vissuto una seduta molto turbolenta, con un goffo tentativo di rialzo solo nel primo pomeriggio, per poi scendere in chiusura del -0,86%. Il traguardo raggiunto pochi giorni fa, con il superamento dei 20.000 punti, si allontana ancora.

Destino simile, nella buona e nella cattiva sorte, per l’Ibex-35 di Madrid, che dopo un rally molto simile per andamento a quello di  Piazza Affari ha concluso ieri in perdita del -1,14%.

Il DAX30 di Francoforte e il CAC40 di  Parigi hanno invece limitato le perdite, in chisura al -0,7% e -0,82% rispettivamente. In entrambi i casi, le sedute sono state molto volatili, sebbene Parigi abbia mantenuto la linea verde del grafico per buona parte della mattinata.

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Scorte di Petrolio in USA ancora in aumento

L’EIA degli Stati Uniti ha confermato ancora una volta un incremento delle scorte, annunciando stocks in aumento di circa 5,7 milioni di barili.

Il timore degli analisti e degli investitori è che l’eccesso di domanda possa portare a una nuova contrazione del petrolio. Stamattina, il greggio WTI è scambiato a 38,12 dollari al barile e il Brent a 40,3 dollari al barile.

Anche le stime dell’OCSE sul PIL non fanno ben sperare

Periodo di speranza per la riduzione di contagi e di incertezza per le stime tutt’altro che positive provenienti dal mondo. Ieri è stato l’OCSE a esprimere la sua idea sulla variazione del PIL, prevedendo per l’Italia un crollo ben superiore a quello ipotizzato dall’Istat, fino al 14%.

La stima si colloca però in una cornice più pessimistica, legata all’ipotesi di una seconda ondata di contagi e a una conseguente seconda chiusura delle principali attività per un periodo di tempo prolungato. Con l’epidemia sotto controllo, invece, le stime parlano di un -11,3%, un dato comunque assai allarmante.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

Oggi si attendono i valori della produzione industriale italiana ad Aprile, sicuramente più colpita dall’epidemia di Coronavirus rispetto a diverse altre economie europee. Le stime parlano infatti di un calo del -24% su base mensile.

In mattinata si terrà anche l’asta dei BTP italiani a 3, 7 e 30 anni e in seguito gli occhi saranno puntati sulla Riunione dell’Eurogruppo per la gestione condivisa dell’impatto economico della pandemia.

La settimana si chiuderà invece domani con i dati sulla produzione industriale in Europa e con il vertice dei Ministri delle Finanze.

Si attenderà anche il tasso di disoccupazione italiano e diversi dati dal Regno Unito, come il PIL e la produzione industriale e manifatturiera, oltre alla bilancia commerciale.

Per un’occhiata a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

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