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Armando Madeo
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Dopo quattro sedute in negativo, quest’oggi, a metà seduta europea, il Rame scambia in positivo, guadagnando lo 0,4% rispetto alla seduta precedente, rimanendo stabilmente su quota 2 dollari e 95.

Doppia minaccia per le materie prime

Le materie prime dovranno affrontare una doppia minaccia nei prossimi mesi, secondo Morgan Stanley, che ha catalogato i crescenti rischi per il consumo da una potenziale escalation delle tensioni commerciali globali, in particolare per i metalli, nonché da un eventuale rallentamento dell’economia Cinese.

L’escalation delle tensioni sul commercio globale comporta un rischio di azzeramento della domanda tra i mercati delle materie prime in quanto i costi per gli utenti finali e l’accesso ai materiali sono limitati“, ha affermato la banca in un rapporto trimestrale. “L’umore ottimista della Cina sta lasciando spazio alle preoccupazioni legate al restringimento del credito e al rallentamento del settore manifatturiero”.

Tra gli avvertimenti, il rame è stato indicato come la prima scelta dopo il palladio, con un rating neutro. Siamo invece ribassisti su acciaio, nichel e carbone
Le materie prime hanno sofferto questo mese mentre i leader delle maggiori economie mondiali, che consumano risorse primarie, si contendono l’imposizione di un’altra serie di sanzioni commerciali, con Cina, Europa e Canada che respingono le iniziative dagli Stati Uniti.

“I rischi per la domanda stanno crescendo, quindi il nostro pacchetto prezzi rimane caratterizzato da un indebolimento delle prospettive su gran parte dei mercati delle materie prime nel 2019“, ha detto la banca nella nota del 28 giugno.

I metalli di base hanno faticato questo mese a causa di avvertimenti sui rischi derivanti dallo “showdown” del commercio globale. Unico ad essere in positivo resta il petrolio, pronto per un nuovo rally fino a quota 90 dollari al barile, almeno questo è quel che prevede Morgan e Stanley. Certo è che un aumento del costo del barile porterà implicitamente ad un aumento di tutte le materie prime che necessitano di petrolio per la loro produzione.

Oltre a colpire direttamente l’acciaio e l’alluminio ed il rame, i dazi sui mercati finali come l’elettronica, le macchine e le automobili rischiano di indebolire la domanda per le materie prime che le alimentano“, ha dichiarato Morgan Stanley. “Il forte interesse nei confronti della domanda da parte dei settori dei veicoli elettrici e delle energie rinnovabili è giustificato, ma è improbabile che compensi il calo della domanda da parte dei più tradizionali mercati di sbocco delle materie prime“.

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Previsioni

Dal 7 Giugno i prezzi del Rame sono crollati del 10%; ieri i prezzi del rame sono crollati ai minimi di Settembre e Dicembre 2017. Per ora il supporto posto in area 2,91 dollari al kg ha retto, ma il rally al rialzo del metallo di base sembra ormai terminato quanto meno per ora. In attesa di ulteriori sviluppi circa le trattative in corso fra gli Stati Uniti e la Cina, resta l’incertezza sulle prospettive economiche globali. L’esposizione degli hedge fund e dei commercianti è variata in maniera molto significativa nella settimana con termine il 22 Giugno.

La tenuta del supporto in area 2,91 potrebbe lasciar pensare gli operatori di mercato ad un trend laterale; diversamente il supporto più vicino è quello in area 2,77 dollari.

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