Argento in rapido arretramento dai massimi storici (-16.23%). Il CME aumenta i requisiti di margine, innescando liquidazioni forzate e prese di beneficio.
Il contratto future sull’argento quotato in dollari, consegna 03/26, ha raggiunto lunedì 29 dicembre scorso massimi storici a 82.670, dai quali è scattata una fase correttiva che finora si è spinta fino a 69.255, con una perdita complessiva del 16.23%.
Per quanto riguarda la tendenza dominante, osserviamo su grafico a candele giornaliere come il trend rialzista sia da considerare ancora attivo, sorretto dal supporto di area 61.450/62.150. I prezzi puntano a un’estensione del rialzo tra gennaio e febbraio fino a 88.450/89.450.
È comunque probabile, durante la prima parte di gennaio, un riavvicinamento provvisorio al supporto di tendenza prima che la pressione rialzista torni a farsi più continuativa. Il quadro dominante verrebbe rivisto solo in caso di una chiusura daily inferiore a 61.450.
La recente brusca correzione dell’argento è stata innescata da una combinazione di fattori tecnici e di mercato. In primo luogo, il Chicago Mercantile Exchange ha deciso il 29 dicembre di aumentare i requisiti di margine sui contratti futures dei metalli preziosi, adeguandoli a un contesto di volatilità ormai elevata. Questa scelta ha obbligato molti operatori a ridimensionare rapidamente l’esposizione, innescando liquidazioni forzate e prese di beneficio.
Il movimento è stato accentuato dal fatto che l’argento arrivava da un rialzo eccezionalmente esteso nel corso del 2025, con performance superiori al 150% su base annua. In un contesto di liquidità ridotta, tipico del periodo tra fine anno e inizio gennaio, anche flussi di vendita non particolarmente rilevanti hanno avuto un impatto amplificato sui prezzi.
Infine, la correzione si è inserita in un quadro più ampio di alleggerimento delle posizioni sui metalli preziosi: nella stessa giornata anche l’oro ha mostrato segnali di debolezza, a conferma di una fase di presa di profitto generalizzata e di temporaneo ritorno a un atteggiamento più difensivo da parte degli investitori.
Su grafico a barre da 30 minuti notiamo come i valori abbiano prodotto una reazione inferiore alle aspettative dopo aver testato l’area dei supporti di breve periodo posti a 72.100/72.500 e 68.400/69.000. Durante la prima parte della settimana entrante conserveremo un’impostazione rialzista, ma con obiettivo limitato a 76.480/76.550. Al raggiungimento di tale livello sarà necessario attendere segnali prima di procedere a un nuovo aggiornamento del quadro di breve.
Il supporto che sorregge le proiezioni menzionate si trova ora a 70.550/70.850, in innalzamento rispetto all’ultima settimana di dicembre. È necessario sottolineare che la semplice violazione di tale supporto attiverebbe un’estensione della correzione in atto dai massimi del 29/12, imponendo il ribaltamento dell’operatività in senso short.
Il segnale tecnico è long a mercato, con stop-and-reverse in semplice violazione di 70.550. In caso di reverse si attiverebbero obiettivi a 67.840/67.960 e 66.100, con stop sopra 74.350 senza attendere alcuna conferma.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.