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Una Finestra sull’Europa: Piano SURE da 100 miliardi per i Lavoratori, ma ancora Silenzio sui Coronabond

Ieri è stato annunciato il Piano SURE della Commissione Europea per sostenere le economie dei Paesi membri colpiti dal Coronavirus. Il Petrolio è invece decollato dopo un tweet di Trump.
Alberto Ferrante
Cura Italia

Si è giunti alla conclusione di un’altra settimana decisiva per i Paesi europei, che hanno dovuto fronteggiare l’impennata dei contagi con misure di lockdown che avranno un impatto dirompente sull’economia dell’Eurozona.

Dopo l’ultimatum del Presidente Conte sull’impiego dei Coronabond, non è giunto alcun cenno di intesa da parte di Germania e Olanda, ma nella giornata di ieri Ursula Von Der Leyen ha inviato una lettera all’Italia per mostrare la vicinanza dell’intera Comunità Europea.

Le borse europee sono state protagoniste, ancora una volta, di una sessione molto volatile e lo spread BTp/Bund è sceso nuovamente sotto i 200 punti.

SURE, il nuovo piano dell’Unione Europea da 100 miliardi di dollari

La Commissione Europea ha lanciato ieri la prima maximanovra contro la crisi economica esplosa con i contagi di Coronavirus nel vecchio continente.

Il programma SURE, acronimo di Support to Mitigate Unemployment Risks in Emergency, mira a costituire una sorta di fondo flessibile per finanziare le varie casse integrazioni nazionali o altri schemi di protezione dei posti di lavoro in questa fase di lockdown.

Lo strumento predisposto prevede la mobilitazione di circa 100 miliardi di euro a sostegno di lavoratori ed imprese ed è stato presentato da Ursula von der Leyen come la più solida risposta finanziaria europea a una crisi internazionale.

Nello specifico, il fondo SURE permetterà l’emissione di bond AAA a tassi estremamente ridotti per prestiti a lungo termine a tutti i Paesi interessati.

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I principali indici dell’Eurozona

Piazza Affari ieri ha chiuso in rialzo del +1,75%, con un’impennata nelle ultime ore. Molto più modeste le performances degli altri indici europei, con il CAC 40 francese al +0,33% e il DAX 30 al +0,27%.

L’Ibex-35 di Madrid mostra ancora le performances peggiori (-0,081%) anche a causa dell’incrinarsi della situazione sul fronte dei contagi.

A crescere sono stati prevalentemente i petroliferi, per via di una dichiarazione di Trump su Twitter che ha fatto impennare anche il greggio.

Male invece ieri le borse asiatiche, con Tokyo, Singapore e Mumbay in rosso, mentre Shenzen e Hang Seng riescono a mantenersi in pareggio. Discorso diverso per il Kospi di Seoul, che ritorna in crescita (+2,34%) dopo il crollo di metà marzo.

Il tweet che salva il Petrolio, momentaneamente

Il Presidente USA ha pubblicato un tweet in cui afferma di esser venuto a conoscenza di un accordo tra Russia e Arabia Saudita per il taglio della produzione di almeno 10 milioni di barili al giorno. Tuttavia, non sono state fornite delle tempistiche certe sull’eventuale intesa, che dovrebbe finalizzarsi “nei prossimi giorni”.

E’ bastato questo per far decollare nella giornata di ieri il petrolio, con il WTI che si è portato addirittura sopra i 26 dollari al barile dopo diverse sedute sulla soglia dei 20 dollari. Anche il Brent è rimbalzato vicino ai 30 dollari al barile, stimolato dalla rinnovata fiducia degli investitori.

A reggere l’impennata, anche le indiscrezioni secondo cui la Cina sarebbe intenzionata a incrementare le sue riserve energetiche sfruttando il recente calo dei prezzi per il greggio.

Sull’onda del tweet di Trump, anche i titoli petroliferi europei hanno chiuso in territorio positivo, con Saipem, Eni e Tenaris tra i migliori in Europa.

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