Gli Indici Wall Street si muovono in una fase cruciale, sospesi tra prese di beneficio di breve periodo e una struttura di fondo che resta chiaramente rialzista.
L’S&P 500 ha mostrato qualche esitazione nelle ultime sedute, con leggere correzioni giornaliere seguite però da reazioni costruttive. Questo comportamento suggerisce più una fase di consolidamento che un reale indebolimento del trend. Il supporto principale si colloca in area 6.800 punti, livello coincidente con la Media Mobile Esponenziale (EMA) a 50 giorni. Quindi, finché l’indice rimane stabilmente sopra questa zona, la struttura tecnica resta solida.
In questo contesto, una rottura convincente dei massimi recenti, zona livello annuale dei 6.945,77 punti, aprirebbe spazio a un’estensione del movimento verso quota 7.000 punti, un livello psicologico che il mercato sembra pronto a testare più rapidamente di quanto molti si aspettino. La narrativa di fondo continua, infatti, a essere favorevole. Wall Street sconta un possibile allentamento monetario nel corso del 2026 e, storicamente, l’idea di tagli dei tassi tende a sostenere le valutazioni azionarie.
Anche il Dow Jones conferma un’impostazione costruttiva, con l’indice che si sta avvicinando nuovamente ai massimi storici in area 49.600 punti, con la soglia psicologica dei 50.000 punti che funge da naturale calamita per i prezzi. Il minimo di breve periodo, registrato intorno a 47.500 punti, rappresenta un riferimento tecnico importante: finché il prezzo resta sopra questo livello, la pressione rialzista rimane intatta.
In ottica di medio termine, il quadro resta positivo anche sopra area 47.850 punti, minimo di inizio gennaio. La resilienza mostrata dal Dow suggerisce che i titoli industriali e ciclici continuano a beneficiare delle aspettative di crescita economica e di condizioni finanziarie meno restrittive nel futuro.
Il Nasdaq si muove invece in una fase più blanda. Dal punto di visa giornaliero, i prezzi risultano compressi all’interno di un cuneo ascendente, una configurazione tecnica che spesso anticipa un movimento direzionale deciso. Questa condizione può risolversi sia con una rottura al rialzo, che rilancerebbe l’indice verso nuovi massimi storici, sia con una rottura al ribasso, che riporterebbe l’indice in zona livello annuale dei 24.928,91 punti.
Dal punto di vista della gestione del rischio, gli acquirenti trovano un miglior rapporto rischio/rendimento in prossimità della trendline inferiore del cuneo, mentre i venditori attendono segnali di cedimento più chiari prima di aumentare l’esposizione ribassista. Al rialzo, una rottura al rialzo convincente del cuneo, porterebbe il Nasdaq in zona massimi storici intorno al livello annuale dei 26.182,10 punti.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.