Kim Jong-un potrebbe annullare il Summit con Trump: i rapporti tra le due Coree tornano ad inasprirsi

Dopo le ultime settimane di serenità, avviate con la dichiarazione di sospensione dei test missilistici e con lo storico incontro tra i leader delle due Coree, Kim Jong-un torna a minacciare la buona riuscita delle trattative. La causa è l’esercitazione militare congiunta tra USA e Corea del Sud, che rischia di far saltare il Summit previsto per il 12 Giugno.
Alberto Ferrante
Nord Korea Trump

Il 27 Aprile 2018, più per il suo valore metaforico che per gli eventuali risvolti pratici, sarà una data da ricordare nella penisola coreana. In quel giorno, il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, e il presidente Moon Jae-in della Corea del Sud si sono incontrati al confine, delimitato da una piccolissima striscia di cemento, e si sono stretti la mano.

Si è trattato, infatti, del primo summit tra i due leader coreani dal 2007, volto a creare finalmente un clima di distensione; pochi giorni prima, Kim Jong-un aveva annunciato di voler sospendere a tempo indeterminato i test missilistici e nucleari, come già anticipato nel suo discorso di Capodanno. La sua scelta era stata motivata dalla consapevolezza del fatto che la Corea del Nord sia ormai diventata una potenza nucleare. Questa frase ha dapprima fatto pensare, più che a un’inaspettata inclinazione verso il disarmo, a una pericolosa ostentazione della forza bellica nordcoreana.

Tuttavia, l’intera Comunità Internazionale aveva accolto con enorme entusiasmo la dichiarazione di Kim Jong-un, in vista del vertice con il presidente Trump, programmato per il 12 Giugno a Singapore.

La notizia più recente è che il Summit, adesso, potrebbe saltare: il presidente Kim Jong-un ha minacciato di annullare l’importante evento per via delle recenti esercitazioni militari congiunte tra USA e Corea del Sud.

Stando al parere del presidente nordcoreano, ciò costituisce una provocazione militare in contrasto con gli sviluppi positivi nella penisola coreana, oltre che una prova per l’invasione del Nord.

A far riflettere, tuttavia, è il fatto che il Presidente Kim Jong-un sembrava aver accettato tali esercitazioni durante lo storico incontro con il presidente della Corea del Sud. L’opinione diffusa è che la retromarcia della Corea del Nord sia volta ad alzare la posta in gioco nell’incontro con Trump, che dovrebbe definire le modalità di denuclearizzazione e di riduzione delle sanzioni contro Pyongyang. A prova di questa ipotesi, una dichiarazione di Kim Jong-un, contestuale alla minaccia di annullamento del Summit con l’America, in cui il dittatore nordcoreano ammoniva gli USA, consigliando a Trump di valutare attentamente i suoi passi successivi.

In tal senso, l’America è ferma nella decisione di richiedere il completo disarmo nucleare prima della ridefinizione delle sanzioni, mentre la Corea del Nord esige garanzie di sicurezza e la rimozione delle sanzioni prima di avviare lo smantellamento.

Se gli Stati Uniti vogliono metterci in un angolo o obbligarci a un abbandono unilaterale del nucleare, non saremo più interessati a questo dialogo” è la dichiarazione di Kim Jong-un, il cui principale interesse è, chiaramente, quello di mantenere la sua posizione di potere nel Paese dopo aver rinunciato alla sua potenza nucleare.


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La Corea del Sud ha giudicato deplorevole la dichiarazione nordcoreana e ha deciso di inviare una nota di protesta al Nord per via della decisione unilaterale di Kim Jong-un, che ha spezzato bruscamente una lunga serie di colloqui e incontri distensivi, attraverso i quali si riteneva che fosse stato compiuto un importante passo avanti per l’unificazione delle due Coree.

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