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Il Governo raggiunge l’accordo sulle Trivelle: sospensione di 18 mesi e canoni 25 volte superiori

Da
Alberto Ferrante
Pubblicato: Jan 24, 2019, 10:37 GMT+00:00

Stanotte, come previsto dal Ministro Toninelli, il Governo ha superato la fermezza di Sergio Costa e le reticenze del M5S, raggiungendo un accordo sulle trivelle in mare: sospensione della durata di 18 mesi e canoni 25 volte superiori. Ma le concessioni in proroga non verranno sospese. Il Decreto Semplificazioni è stato dunque sbloccato e potrebbe essere approvato domani, mentre le divergenze tra M5s e Lega continuano a far discutere.

Il Governo raggiunge l’accordo sulle Trivelle: sospensione di 18 mesi e canoni 25 volte superiori

All’interno del Governo, quello per le autorizzazioni alle trivelle in mare è stato uno scontro molto duro, caratterizzato da grande fermezza e scarso dialogo tra Lega e M5s. Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa continuava a mantenere, fino a ieri sera, una posizione netta: “le trivelle passano per la valutazione di impatto ambientale, e io non le firmo”.

L’intesa era tuttavia fondamentale, ripetevano fonti del Governo, per assicurare la stabilità dell’intero Decreto Semplificazioni.

Sergio Costa, ex generale dei Carabinieri, aveva direttamente sfidato l’esecutivo affermando che in caso di sfiducia sarebbe ritornato a fare il suo lavoro. Massimo Garavaglia, di contro, aveva dichiarato che l’iter era in corso e che Costa non aveva il potere di esprimere una tale indipendenza di giudizio. Lo stallo andava risolto in Parlamento.

Ma come già previsto dal  Ministro Toninelli, nella notte è stato effettivamente raggiunto un compromesso per uno stop della durata di 18 mesi e canoni aumentati di 25 volte, rispetto alle 35 che erano state annunciate nella bozza precedente. Inoltre, le concessioni in prossima proroga non verranno sospese.

Attraverso questa timida intesa, il Decreto Semplificazioni potrà così riprendere il suo percorso in aula.

L’accordo è stato confermato da Mauro Coltorti, della Commissione Lavori Pubblici, in seguito alla riunione della commissione delle scorse ore.

Secondo le stime più recenti, la norma definita “blocca trivelle” costerebbe allo Stato circa 470 milioni di euro, sotto forma di indennizzi agli operatori. Tuttavia, i costi sarebbero dovuti essere compensati parzialmente dall’aumento dei canoni di concessione, che era anticipato a 35 volte in più rispetto ai valori attuali. Su quelle basi, l’incasso in dieci anni avrebbe sfiorato i 400 milioni di euro. Ma, come anticipato, nel nuovo accordo è stato moderato l’aumento.

Inoltre, come confermato da fonti leghiste, “sono salvi i posti di lavoro e sarà garantita la continuità di estrazione e rinnovo concessioni in proroga”.

Il caso delle Trivelle è esploso dopo l’annuncio di nuove ricerche autorizzate nel Mar Ionio, che avevano spinto il governo a una moratoria per le autorizzazioni. L’idea era quella di prevedere una sospensione di massimo tre anni per tutti i permessi di prospezione e di ricerca, anche già rilasciati. Con questa moratoria, si prevedeva di impedire il rilascio di circa 35 titoli perdenti e tre permessi già concessi. Il Piano era volto ad assicurare “la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale e ad accompagnare la transizione del sistema energetico nazionale alla decarbonizzazione”.

Con l’accordo trovato, la Commissione potrà proseguire i lavori sul decreto, con l’obiettivo di raggiungere l’approvazione domani. Ma le tensioni hanno contribuito a minare i rapporti tra le due forze di Governo. Il “partito del No” è stato ampiamente criticato da alcuni esponenti leghisti, che hanno evidenziato come una politica così avversa rischierebbe di nuocere gravemente al Paese.

Sull'Autore

Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.

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