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Fabio Carbone
Fondo Tfr in gestione

Ricordate la riforma di quasi una ventina di anni fa sul Tfr? Quella che istituiva il fondo per il Tfr e che chiedeva ai lavoratori di decidere se lasciarlo in azienda, e cioè all’Inps, o se dirottarlo su un fondo Tfr negoziale gestito da una società privata.

Ebbene il fondo Tfr in gestione costituito nel 2007 dall’Inps è a un passo dal disavanzo, sì rischia di andare in rosso.

Vogliamo subito tranquillizzare chi decise di “lasciare il Tfr in azienda”, e che in realtà lo ha affidato a questo fondo Inps costituito in Tesoreria dello Stato, non perderà il suo Trattamento di fine rapporto, perché se andrà in rosso, ci penserà lo Stato con una legge a coprire il disavanzo. Ovviamente a discapito dei contribuenti che con le loro tasse dovranno pagare anche la cattiva gestione da parte dell’Inps del fondo.

Ma non è tutto qui, c’è molto di più e che vale la pena analizzare se a seguito della riforma Damiano (allora ministro del Lavoro) del Governo Prodi, si decise di lasciare il Tfr in azienda. Sì, perché non è convenuto per niente.

Potrebbe interessarti: Guida al fondo pensione.

Quanto sta rendendo il fondo Tfr in gestione Inps?

Secondo i calcoli fatti da Il Sole 24 Ore, la rivalutazione annuale del fondo Tfr in gestione Inps è dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Le statistiche del Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) hanno sempre certificato che il fondo dell’Inps ha garantito rendimenti inferiori a quelli garantiti dai fondi pensione negoziali, aperti o Pip.

Da questo quale dura lezione si trae, che quanti hanno scelto i fondi negoziali proposti da un’ampia schiera di consulenti, che in quegli anni bussavano alle porte delle aziende e delle case dei singoli operai e impiegati, hanno fatto la scelta giusta e quando oggi e nei prossimi anni andranno in pensione, si ritroveranno con un Tfr rivalutato con rendimenti più alti, anche al netto delle tasse da pagare.

Insomma, chi in quegli anni non si è lasciato convincere dai consulenti, magari per diffidenza, ha compiuto la scelta peggiore: invece poteva fidarsi.

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Dove sono andati a finire i fondi Tfr in gestione Inps e perché è in disavanzo?

Al momento il fondo Tfr in gestione Inps può contare su 36,3 miliardi di euro versati da circa 3,3 milioni di lavoratori: uomini e donne.

Cosa ne ha fatto l’Inps di questi fondi. Ebbene li ha usati per tappare le falle dello Stato italiano, che perde soldi da tutte le parti come una vecchia grande botte di prezioso vino che non si riesce o non si vuol cambiare. E lo prevede la legge, quindi i fondi sono stati utilizzati legittimamente.

Chi ha deciso, e continua a decidere, di “lasciare il Tfr in azienda”, in realtà non fa altro che consentire allo stato di tappare i buchi della finanza pubblica e ottenendo per giunta un basso interesse come ringraziamento.

Inps e ministero del Lavoro studiano un nuovo fondo per i giovani

Dato il risultato di questo fondo istituito nel 2007, fallimentare, ora l’Inps e il ministero del Lavoro sono al lavoro per costituire un nuovo fondo per i giovani, cioè per le nuove generazioni di italiani e italiane che entrano in azienda e che dovranno decidere: “Dove metto il mio Tfr?”.

Alla luce del disastroso risultato del fondo Tfr in gestione del 2007, che al 2018 aveva un avanzo di 1,5 miliardi di euro (nel 2007 erano 5 miliardi di euro di avanzo), la risposta alla domanda di cui sopra è quasi scontata.

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