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Euronext e progetto unificazione Borse europee: Borsa Italiana la prossima?

Euronext e il suo progetto di unificazione delle Borse europee: la Borsa Italiana potrebbe essere la prossima della lista? Intanto c’è quella di Madrid.
Fabio Carbone
Euronext

Borsa Italiana appartiene al London Stock Exchange (Lseg) che causa Brexit ora non appartiene più all’Unione Europea e pone la Borsa Italiana in una condizione al limite, in un certo senso. Per ora la “finzione regolamentare”, scrive Il Sole 24 Ore, permette di non fare caso al fatto che Lseg dovrà gestire Piazza Affari seguendo regole che non saranno più comuni e che per ora sono anche incerte non essendo partito il processo di negoziazione tra UK e UE, che dovrà delineare il futuro dei rapporti commerciali, economici e finanziari tra le controparti.

Borsa Italiana resta della Borsa di Londra per ora ma cosa potrebbe accadere se quest’ultima decidesse di vendere, se gestire la Borsa di Milano dovesse diventare troppo complicato da un punto di vista normativo e burocratico? Ebbene verrebbe messa in vendita e in Europa c’è già chi è pronto a fare la sua offerta di acquisto, si chiama Euronext e già possiede la Borsa di Parigi, di Amsterdam, la Borsa di Bruxelles, di Lisbona, di Dublino e la Borsa di Oslo (comprata giusto lo scorso anno).

Le mire espansionistiche di Euronext

Euronext mira ad espandere la sua sfera di influenza su altre borse europee per coronare il sogno di un grande agglomerato borsistico paneuropeo.

Non è un mistero che Euronext punta alla Borsa di Madrid, per la quale ha già offerto ben 2,8 miliardi di euro. In questo caso c’è una contendente ed è la Borsa di Zurigo che vorrebbe acquisire Madrid per creare un nuovo asse iberico-elvetico dei mercati finanziari. Zurigo è in pole position ed attende il parere favorevole da parte delle autorità madrilene entro maggio prossimo.

Il Ceo di Euronext lo ha detto chiaramente durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati del 2019, la società ha allo studio la situazione e l’analisi in corso potrebbe portare o meno a una offerta per la Borsa di Milano.

Crescita, innovazione e finanza sostenibile

Il piano industriale al 2022 di Euronext prevede lo sviluppo del business su tre direttrici principali: crescita, innovazione e finanza sostenibile.

La crescita potrebbe passare attraverso l’acquisizione di nuove borse europee, ma sempre tenendo i conti in ordine e quindi senza effettuare esborsi finanziari che possono minacciare la stabilità finanziaria dell’intero gruppo.

I dati di crescita del 2019 confermano la solidità di Euronext che ha maturato ricavi complessivi cresciuti del +10,4% e un Ebitda a +12,8%. L’utile netto di Euronext è ora a 222 milioni di euro rispetto ai 216 milioni di euro del 2018.

La Brexit è già un fatto da 2 anni

Secondo il Ceo di Euronext la Brexit non spaventa più di tanto perché da un punto di vista finanziario tutto è già avvenuto nei due anni precedenti. Le società non hanno atteso il 31 gennaio 2020 per lasciare Londra ma lo hanno già fatto, approdando ad Amsterdam, Parigi, Dublino e Francoforte.

Inoltre, quest’anno le cose resteranno ancora invariate fino alla fine dell’anno per gli 11 mesi di transizione che UK ed UE si sono dati.

La Brexit, in pratica, è già stata assorbita e molte società già operano in alcune delle borse gestite proprio da Euronext.

L’hard Brexit quindi non fa paura e ulteriori previsioni sono premature perché i negoziati sono in corso.

La Borsa di Milano passerà ad Euronext? Lo sapremo probabilmente nel 2021.

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