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Autostrade spa e Governo verso accordo: maxi multa e concessione salva

Autostrade per l’Italia spa e Governo Conte vanno verso un accordo, che prevedrebbe una maxi multa per compensazione e concessione autostradale salva.
Fabio Carbone
Autostrade

L’alternativa alla revoca delle concessioni autostradali ad Autostrade per l’Italia (Aspi), potrebbe essere una “maxi multa” miliardaria da comminare alla società per le numerose inadempienze sul controllo della rete autostradale degli ultimi anni (ponte Morandi, strage bus di Avellino, crolli nelle gallerie, ecc.).

Secondo l’agenzia Ansa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro per i Trasporti e le Infrastrutture Paola De Micheli ne potrebbero parlare già oggi 9 gennaio a margine del consiglio dei ministri. Come Conte abbia eventualmente fatto a convincere Di Maio e il M5s a cambiare idea sulla revoca della concessione non è dato sapere, tuttavia alcune evoluzioni degli ultimi giorni potrebbero avere influito.

Le maxi multe ad Aspi

La proposta di accordo dovrebbe prevedere tra i 3,5-4 miliardi di euro di compensazione, che passerebbero attraverso una riduzione dei pedaggi del 5% sulle tratte autostradali di competenza Aspi, e un aumento non superiore al 2% negli anni successivi. Le ricadute della multa sarebbero quindi a diretto beneficio degli automobilisti che pagherebbero pedaggi più bassi.

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Atlantia rischia il fallimento

Moody’s in meno di un mese ha tagliato per ben due volte il rating sul debito di Atlantia (Ba2) e delle sue controllate Aspi (Ba1) e Aeroporti di Roma spa (Baa3).

Ieri la stessa Atlantia ha reso noto che Fitch ha deciso di tagliare il rating della società a BB (Aspi a BB+ e Aeroporti di Roma a BBB-). Anche in questo caso il downgrade è arrivato a seguito dell’approvazione del decreto milleproroghe che apre alla possibilità della revoca delle concessioni autostradali.

Atlantia comunica che a seguito del downgrade,

“potrebbe determinare, come potenziale effetto, la richiesta da parte della Banca Europea per gli Investimenti e della Cassa Depositi e Prestiti del ripagamento anticipato – sulla base dei contratti di finanziamento in essere – di prestiti erogati ad Autostrade per l’Italia per un importo di circa euro 2,1 miliardi di cui circa 1,8 miliardi garantiti da Atlantia, con conseguente assorbimento di linee di credito di Atlantia e di Autostrade per l’Italia”.

Il milleproroghe riduce da 23 a 7 miliardi il maxi risarcimento che Atlantia potrebbe richiedere in caso di revoca delle concessioni, il che porrebbe il gruppo in un reale rischio fallimento completo, intaccando anche altre società che nulla hanno a che fare con la condotta delittuosa di Aspi.

La scelta avventata del M5s

Nelle ore immediatamente successive alla tragedia del ponte Morandi che uccise oltre 40 persone, tra cui anche bambini, l’allora ministro dei Trasporti Toninelli (espressione del M5s) mise subito la revoca delle concessioni autostradali sul tavolo.

Un gesto che apparve come emotivo e non dettato dalla prudenza che un ministro dovrebbe mantenere nell’alto esercizio delle sue funzioni. Da allora la revoca delle concessioni viene sostenuta come se fosse la soluzione di tutti i mali.

Come invece le scelte degli ultimi mesi ci stanno dimostrando, quella presa di posizione si sta ora riversando come una frana incontrollata sui dipendenti anche di altre società del gruppo Atlantia. Un esempio su tutti è Aeroporti di Roma spa.

Una presa di posizione affrettata, senza valutazioni oggettive e che rischia di fare ancora più male, del male che si intende vendicare.

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