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Alberto Ferrante
liquidità in eccesso

Come ci si attendeva, ieri la BCE ha comunicato un’estensione del QE di altri 600 miliardi di euro, che si affiancano agli altri fondi messi a disposizione del piano pandemico di acquisto titoli raggiungendo complessivamente quota 1350 miliardi di euro.

Inoltre, la BCE ha reso noto che il piano sarà esteso di altri sei mesi e dunque durerà esattamente per un anno da adesso, fino al 2021; il termine iniziale era invece fissato per fine anno.

Sono rimasti immutati invece i tassi di interesse, che alcuni analisti ipotizzavano invece in aggiustamento.

Con il PEPP della BCE quasi raddoppiato, lo spread BTp/Bund è sceso a 178 punti, ai valori minimi di Marzo 2020 e ben sotto i quasi 200 punti del giorno precedente.

Nonostante tutto però le borse europee, ieri, hanno frenato dopo una settimana di rialzi a catena.

I Principali Indici europei

Ieri le borse europee hanno rallentato dopo i rialzi della settimana, con andamenti particolarmente volatili e solo in parte bilanciati dall’intervento della BCE.

Così, i principali indici europei hanno chiuso con una contrazione più o meno lieve rispetto agli ottimi guadagni settimanali.

Nel dettaglio, il FTSE MIB di Piazza Affari si è mantenuto in parità (-0,04%) mentre il CAC 40 di Parigi e il DAX30 di Francoforte hanno perso rispettivamente il -0,21% e il -0,45%.

Leggermente peggio l’Ibex-35 di Madrid in calo del -0,78%.

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L’impatto della BCE sul cambio euro dollaro

Negli scorsi giorni, l’euro aveva iniziato a rafforzarsi  contro il dollaro e si era ritenuto opportuno fissare un nuovo livello di supporto a quota 1,08. Ieri, con la nuova mossa della BCE l’euro ha guadagnato ancora terreno e attualmente il cambio ha raggiunto quota 1,13.

La moneta unica è attualmente in rialzo anche nei confronti dello yen (123,75) e della sterlina (0,90).

Quanto all’oro, fino ad ora l’andamento settimanale è stato povero di variazioni significative oltre i segmenti di prezzo stimati. Rispetto al mese scorso, l’oro si trova infatti ancora stabile e stamattina alle 08:00 è scambiato a 1709 dollari l’oncia.

Per un rialzo nel breve periodo, è ancora necessario un rallentamento nei mercati azionari e un calo dei rendimenti del Tesoro.

Petrolio ancora incerto su tagli OPEC+

Il petrolio negli scorsi giorni ha continuato a muoversi con discontinuità, a causa dei dubbi sul taglio della produzione.

Quella attuale è dunque una fase di cauta attesa, in cui gli investitori attendono stimoli da parte dei paesi produttori. Questa mattina, il greggio Wti è scambiato a 37,56 dollari al barile, mentre il Brent resta sopra i 40 dollari, e precisamente a 40,29 al barile.

In assenza di un’accurata pianificazione per i tagli dell’OPEC+, il timore degli investitori è che questi possano essere allentati, con un’incremento dell’offerta eccessivo rispetto alla pur crescente domanda dei Paesi in ripresa.

Il meeting inizialmente fissato per il 9 e 10 Giugno in via virtuale era stato, secondo indiscrezioni, anticipato al 4 Giugno, ma all’ultimo minuto è slittato nuovamente.

Il Calendario Economico di Oggi

La settimana dei mercati si conclude oggi con pochi market movers di rilievo, come le vendite al dettaglio italiane su base mensile e annuale, i dati sulla produzione industriale spagnola e quelli sugli ordini alle fabbriche tedesche.

Per un’occhiata a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

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