Tradotto con IA
I principali indici azionari statunitensi sono scambiati leggermente in calo dopo l’apertura del mercato regolare, contraddicendo il movimento dei futures pre-market, che aveva mostrato acquisti iniziali piuttosto cauti. Gli operatori stanno valutando l’ultimo comunicato di politica monetaria della Fed e le dichiarazioni del presidente Powell, ma stanno anche digerendo i risultati trimestrali contrastanti di Meta e Microsoft. Inoltre, Apple è attesa con i conti dopo la chiusura: perciò questa incertezza potrebbe non sciogliersi oggi, nonostante gli indici si aggirino intorno ai massimi storici.
Alle 14:52 GMT, il Dow Jones Industrial Average è scambiato a 49.005,14, in calo di 10,46, ovvero -0,02%. Il S&P 500 Index è a 6.950,76, in calo di 27,27 ovvero -0,39% e il Nasdaq Composite è scambiato a 23.627,232, in calo di 230,216 ovvero -0,97%.
Per ricapitolare, la Fed ha lasciato i tassi di interesse invariati mercoledì, ma ciò non ha sorpreso ed era anzi atteso da settimane. I punti chiave sono stati il Federal Open Market Committee (FOMC) che ha suggerito “l’attività economica si è espansa a un ritmo solido” e che il tasso di disoccupazione “ha mostrato alcuni segnali di stabilizzazione”. Questi elementi forniscono in realtà maggiore chiarezza per gli investitori, perché sembra che la Fed abbia spostato l’attenzione dal mercato del lavoro alla lotta all’inflazione.
Dalla reazione immediata degli operatori sembra che il mercato abbia ritenuto che la Fed abbia mantenuto le attese senza sorprese rilevanti. Gli investitori ora attendono i commenti dei membri della Fed per capire se possano in qualche modo influenzare il timing del primo taglio dei tassi nel 2026. Attualmente il mercato prezza ancora due riduzioni di un quarto di punto percentuale entro la fine del 2026, secondo il CME FedWatch Tool.
Nella prima parte della giornata di giovedì l’attenzione sarà su se il balzo del 9% nei contratti pre-market di Meta Platforms si estenderà alla sessione di mercato regolare, o se il calo del 6% di Microsoft dominerà il racconto.
Meta è salita dopo aver comunicato previsioni sulle vendite del primo trimestre più robuste del previsto. Microsoft è scesa dopo aver riferito che la crescita cloud ha rallentato nel secondo trimestre fiscale, fornendo al contempo guidance cauta sul margine operativo per il terzo trimestre fiscale.
I numeri possono aver sorpreso, ma la reazione è stata da manuale per questa stagione degli utili. Nelle ultime due settimane abbiamo visto che gli investitori stanno in gran parte ignorando il passato e guardando al futuro, soprattutto nel settore dell’IA, dove cominciano a essere un po’ nervosi su come stanno performando i loro principali investimenti in IA e, soprattutto, su quando questi cominceranno a dare ritorni.
Il grafico dell’S&P 500 Index (SPX) appare in buona salute dopo che il benchmark ha superato per la prima volta la soglia dei 7.000 mercoledì. Tuttavia sembra ancora un po’ vulnerabile al ribasso, con il supporto maggiore più vicino rappresentato dalla media mobile a 50 giorni a 6.852,46. Ma la media mobile a 50 giorni è davvero un supporto o è soltanto un indicatore che controlla il trend e guida il mercato verso l’alto?
A mio avviso, la chiave per sostenere questo mercato rialzista è superare la trendline partendo dal minimo principale del 21 novembre a 6.521,92. Potremmo mantenere intatto questo rialzo continuando a formare massimi crescenti, ma un simile rally non sembrerebbe così rialzista come se si verificasse trovandosi dal lato forte della trendline, oggi a 7.048. Quindi questo è l’obiettivo: recuperare la trendline a 7.048 e poi attendere lo sprint.
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James A. Hyerczyk ha lavorato come analista finanziario fondamentale e tecnico del mercato dal 1982. James ha iniziato la sua carriera a Chicago come analista di mercato a termine per commercianti di pavimenti presso il CBOT e il CME, e da 36 anni fornisce analisi di qualità ai trader professionisti.