Il prezzo del petrolio greggio WTI sta prendendo quota, mantenendosi però piuttosto volatile per i colloqui tra USA e Iran. Anche il gas è in ripresa.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano sopra la resistenza intermedia di 63,50 dollari al barile, in una ondata di recupero che aveva persino sfiorato la resistenza a 65 dollari al barile, nella giornata di ieri.
Quanto al gas naturale, l’ultimo allungo ha permesso un recupero della resistenza intermedia da noi individuata a quota 3,50 dollari. La tenuta di questo target sarà fondamentale per le proiezioni rialziste di breve termine.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 63,92 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,532 dollari.
Il recente rimbalzo è stato innescato dal timore di un possibile collasso dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, poi però rapidamente ripresi. La percezione diffusa è che i negoziati restino comunque in equilibrio precario, mentre le minacce provenienti da Washington continuano a generare incertezza sui mercati.
Da qui alla chiusura settimanale di domani è plausibile attendersi nuovi picchi di volatilità. In caso di spinte rialziste, il prezzo potrebbe riportarsi sopra i 65 dollari al barile, con la possibilità di estensioni ulteriori. Da monitorare le resistenze poste a 66,20 e 66,80 dollari.
Sul fronte ribassista, uno scenario negativo prenderebbe forma con una discesa sotto i 62 dollari, livello che rappresenta un supporto intermedio. La sua rottura aprirebbe la strada a un possibile gap tecnico verso l’area psicologica dei 60 dollari. Un cedimento di questo livello potrebbe verificarsi in caso di esito favorevole delle trattative e segnerebbe l’ingresso del WTI in un territorio chiaramente ribassista.
Quanto al gas naturale, il recente recupero dei 3,50 dollari sorge da un incremento delle esportazioni di gas naturale liquefatto. Anche le previsioni meteo ancora instabili hanno favorito la ripresa, che potrebbe ora proseguire fino a quota 3,65 dollari già entro la chiusura settimanale di domani.
L’obiettivo successivo si troverebbe a 3,70 dollari e coinciderebbe pressappoco con l’EMA a 200 giorni. In caso di arretramenti, invece, ritengo che il supporto a 3,20 dollari possa reggere per il resto della settimana.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.