Il cambio euro dollaro vira al ribasso nonostante il rilascio dei dati macroeconomici europei hanno confermato le attese, attendendo ora i dati macro proveniente dagli Stati Uniti.
Il prezzo dell’euro dollaro torna a muoversi in territorio negativo, interrompendo il tentativo di recupero delle ultime sedute e confermando un contesto ancora fragile per l’EURO. Dopo aver provato a consolidare sopra i recenti massimi settimanali, il fiber ha perso slancio in seguito alla pubblicazione dei dati preliminari sull’inflazione dell’Eurozona, che hanno mostrato un rallentamento più marcato delle pressioni sui prezzi. Un segnale che rafforza l’idea di una Banca Centrale Europea potenzialmente più accomodante nei prossimi mesi e che limita le prospettive di apprezzamento strutturale dell’euro dollaro nel breve periodo.
L’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo dell’Eurozona ha evidenziato un raffreddamento dell’inflazione complessiva, scesa sui minimi degli ultimi sedici mesi. Sebbene la componente Core, quella maggiormente monitorata dalla BCE, resti su livelli più elevati e relativamente stabili, il quadro generale suggerisce che il picco inflattivo sia ormai alle spalle. Questo scenario riduce la pressione sulla Banca Centrale Europea a mantenere una politica monetaria restrittiva, alimentando le aspettative di possibili tagli dei tassi nel corso dell’anno.
A pesare ulteriormente sul fiber sono arrivati anche i dati sul settore dei servizi. Gli indici PMI dell’Eurozona e, in particolare, quelli tedeschi sono stati rivisti al ribasso, segnalando un rallentamento dell’attività economica nella principale economia europea. Il comparto dei servizi, che negli ultimi mesi aveva rappresentato uno dei pochi motori di crescita, mostra ora segnali di indebolimento, rafforzando la percezione di una ripresa europea ancora fragile e disomogenea.
Sul fronte statunitense, l’attenzione è concentrata sui dati sull’occupazione statunitense, in particolare sul rapporto ADP e sulle successive indicazioni del mercato del lavoro.
Al momento della scrittura, il prezzo del fiber quota 1,1807, in lieve ribasso dello 0,09%. Il quadro tecnico suggerisce che i venditori potrebbero tentare di chiudere la sessione al di sotto del livello chiave 1,1800, condizione che aumenterebbe le probabilità di una prosecuzione del movimento ribassista verso l’obiettivo di breve termine situato in area 1,1692, livello annuale.
Al contrario, una chiusura giornaliera sopra 1,1850 rafforzerebbe il controllo dei tori, aprendo spazio per un’estensione del rialzo verso il livello annuale 1,1918. Il superamento di quest’ultimo livello potrebbe infine favorire un rapido avvicinamento verso il livello psicologico 1,2000.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.