Il prezzo dell'Oro sale per il secondo giorno consecutivo, mentre le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran stimolano la domanda di beni rifugio.
Il prezzo dell’Oro consolida una fase di forte recupero dopo il profondo arretramento registrato nelle scorse settimane, mostrando segnali di rinnovata forza in un contesto dominato da acquisti difensivi e da un dollaro statunitense meno aggressivo. Il metallo giallo sta beneficiando di un mix di fattori macro e geopolitici che stanno riportando l’attenzione degli investitori verso gli asset rifugio, in un momento in cui l’incertezza globale resta elevata.
Il primo elemento chiave è rappresentato dal ritorno delle tensioni in Medio Oriente. Le notizie secondo cui forze statunitensi avrebbero abbattuto un drone iraniano nel Mar Arabico hanno riacceso i timori di un’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Questo episodio mette in discussione il fragile percorso diplomatico avviato nelle ultime settimane e riduce l’ottimismo su una soluzione negoziata del dossier nucleare. Storicamente, eventi di questo tipo tendono ad alimentare flussi verso beni rifugio come il metallo giallo, che viene percepito come una copertura naturale contro il rischio geopolitico.
A sostenere ulteriormente il prezzo dell’Oro è anche il contesto monetario statunitense. Nonostante la recente nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve abbia inizialmente rafforzato il dollaro statunitense, il mercato continua a scontare uno scenario di allentamento monetario nel corso dell’anno. Diverse dichiarazioni da parte di membri della FED hanno infatti ribadito che l’inflazione, pur restando sopra l’obiettivo, non rappresenta più una minaccia sistemica, aprendo la porta a possibili tagli dei tassi. In un ambiente di rendimenti reali in calo, il metallo giallo torna ad essere competitivo rispetto al mercato obbligazionario e altri strumenti finanziari.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 5.079,79 $, in rialzo del 2,69% ed in pieno tentativo di riprendere terreno dopo lo shock di venerdì. Il posizionamento sopra il livello annuale dei 5.006,932 $ potrebbe agevolare non poco il lavoro dei tori, i quali a quel punto spingeranno il metallo giallo per raggiungere prima la resistenza chiave dei 5.200 $ e successivamente il livello annuale dei 5.289,517 $.
Viceversa, un ritorno sotto il livello psicologico dei 5.000 $ potrebbe portare gli orsi a riprendere la loro pressione, con il metallo giallo che potrebbe ritestare il livello annuale dei 4.801,767 $, il cui superamento spingerebbe i ribassisti a tentare l’assalto dell’area di swing LONG in zona 4.665 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.