Nel corso dell'apertura weekly di ieri, il prezzo del petrolio greggio WTI è riuscito a riprendere quota riportandosi sopra la resistenza a 78 dollari,
Nel corso dell’apertura weekly di ieri, il prezzo del petrolio greggio WTI è riuscito a riprendere quota riportandosi sopra la resistenza a 78 dollari, seguendo così lo scenario rialzista da noi ipotizzato.
Il gas naturale, invece, si presenta ancora in lieve ripresa sopra 2,5 dollari, ma non pare in grado di superare agevolmente i target intermedi di 2,75 e 2,8 dollari.
Per entrambe le commodities, lo scenario rimane di difficile interpretazione. Il contesto tecnico non pare suggerire alcun ampio rimbalzo, ma i recuperi potrebbero proseguire sia per il prezzo del petrolio greggio che per il gas naturale.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 78,8 dollari al barile, mentre il gas naturale passa di mano a 2,23 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha superato abbondantemente i 78 dollari al barile e si trova proprio intorno all’ultima resistenza prima del target di 80$. Mi riferisco appunto al livello attuale di 78,8 dollari, che sta limitando la ripresa iniziata già ieri dai minimi relativi di 76,75 dollari. Per la verità, in queste ore il prezzo è riuscito a portarsi anche alle soglie dei 79 dollari, ma è rimasto soggetto ad arretramenti.
Lo scenario vede un proseguimento della fase di test, con il rischio però di un nuovo rimbalzo al ribasso sui 76,5 dollari e persino oltre, verso i 75 dollari.
Se però il petrolio greggio, spinto dal mercato, dovesse ritrovare la sua traiettoria rialzista, allora la resistenza di 80 dollari sarebbe dietro l’angolo. Da qui, sarà possibile osservare un consolidamento o un ulteriore allungo (probabilmente di minore estensione) tra gli 80,5 e gli 82 dollari.
Per il gas naturale, invece, il prezzo di 2,23 dollari non si allontana dal target principale di 2,25, da cui potrebbe partire la ripresa tanto agognata dai rialzisti.
L’eventuale spinta rialzista dovrebbe innanzitutto riportare il gas naturale verso i massimi settimanali a quota 2,38 dollari e, da lì, estendere la ripresa fino ai 2,5 dollari. Solo oltre questo livello tecnico si potrebbe iniziare ad apprezzare il lieve recupero, proseguendo fino al target di 3 dollari.
Salvo rimbalzi di portata eccezionale, è difficile prevedere invece un ritorno sopra i 3,5/4 dollari nel breve termine per il prezzo del gas naturale.
Attenzione invece allo scenario ribassista, che vedrebbe un nuovo allontanamento dal baricentro di 2,25 e un possibile test del supporto a 2 dollari. Se la pressione dovesse schiacciare il supporto in questione, il gas potrebbe scivolare fino ai recenti minimi relativi e oltre.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.