Il prezzo del petrolio greggio WTI e quello del gas naturale ripartono al ribasso in questo mese di Febbraio, con il gas sempre sul supporto di 2 dollari, che minaccia un ampio break-out.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha infine chiuso la scorsa settimana con un sensibile calo, dopo alcuni tentativi di ripresa. L’effettivo cedimento è stato registrato il 1° Febbraio, inasprendosi poi il giorno successivo. Nel giro di due sessioni di scambi, la commodity ha perso così oltre il -8%.
Il gas naturale, invece, ha continuato a pressare sul supporto a 2 dollari, con un solo tentativo fallimentare di ripresa. Per questa settimana le previsioni rimangono ribassiste, con poche possibilità di rimbalzi concreti oltre i 2,8 dollari. Nonostante ciò, almeno un nuovo test della resistenza intermedia a 2,15$ potrebbe essere atteso già nella prima parte della settimana.
Intanto, oggi al momento della scrittura il petrolio greggio WTI segna 72,67 dollari al barile, mentre il gas naturale passa di mano a 2,095 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio texano ripartirà probabilmente sotto pressione questa settimana, con un proseguimento del test del supporto intermedio di 72 dollari al barile.
In caso di rottura di questo target, il passo per il supporto tondo di 70 dollari sarebbe estremamente breve e le probabilità di un’esplorazione al di sotto, verso nuovi minimi relativi, si farebbero più concrete. Precisamente, segnaliamo il livello tecnico di 68 dollari come minimo relativo da Dicembre 2023.
D’altro canto, qualsiasi tentativo di ripresa sopra il target di 73,5 dollari al barile dovrebbe fare i conti con una forte pressione ribassista. Superata la spinta dei venditori, il prezzo potrebbe riuscire però a risollevarsi oltre quest’ultimo valore, puntando alla resistenza intermedia di 75 dollari al barile.
Qualsiasi allungo oltre questa resistenza riporterebbe in territorio rialzista la commodity, che rimarrà fortemente influenzata dalle attese sui tassi dei tagli della Fed, dal contesto geopolitico in Medio Oriente e dai dati sul rallentamento dell’economia cinese.
Il prezzo del gas naturale dovrebbe continuare a muoversi in territorio ribassista per gran parte della prossima settimana, schiacciato sul supporto di 2 dollari in cui si sta ravvisando un tentativo di accumulazione. Questa azione del prezzo potrebbe portare a un temporaneo cedimento del supporto tondo verso nuovi minimi relativi, aggravando ulteriormente lo scenario per i rialzisti dopo il -20% abbondante segnato mese su mese.
In caso di effettivo break-out ribassista, le possibilità di rimbalzo si ridurrebbero sensibilmente e il gas naturale potrà testare nuovi minimi tra 1,6 e 1,8 dollari.
Sul fronte rialzista, invece, nuovi tentativi di superamento della resistenza a 2,15 potranno risultare in una temporanea inversione di tendenza, con un possibile proseguimento dei rialzi anche fino al livello successivo di 2,3 dollari.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.