Il Petrolio WTI inizia a sentire la pressione ribassista, scendendo sotto i 59,50 $ durante la sessione europea di martedì’, influenzato dalle tensioni allentate in Iran.
Il prezzo del Petrolio WTI torna sotto pressione e scivola sotto i 59,50 $ al barile nella sessione europea di martedì, riflettendo un cambiamento nel quadro dei rischi percepiti dal mercato, dove la componente geopolitica legata all’offerta si sta temporaneamente attenuando, mentre crescono le preoccupazioni sul fronte macroeconomico e commerciale.
Il primo elemento che pesa sulle quotazioni dell’Oro nero è il parziale raffreddamento delle tensioni con l’Iran. Nel fine settimana non si sono registrate nuove escalation militari e, sebbene la situazione interna iraniana resti estremamente fragile, il mercato sembra ridimensionare la probabilità di un intervento diretto degli Stati Uniti nel breve termine. Questo riduce il rischio di interruzioni improvvise dell’offerta da parte di uno dei principali produttori dell’OPEC, elemento che nelle settimane precedenti aveva sostenuto il Petrolio WTI.
Dal punto di vista del mercato petrolifero, la logica è chiara: meno rischio geopolitico sull’offerta equivale a un premio di rischio più basso incorporato nei prezzi. In assenza di shock improvvisi, gli operatori tornano a concentrarsi su domanda globale, scorte e prospettive macroeconomiche, fattori che al momento non offrono un supporto deciso al Petrolio WTI.
A questo si aggiunge un nuovo fronte di incertezza, potenzialmente più strutturale: il deterioramento dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea. Le recenti dichiarazioni dell’amministrazione statunitense sulla Groenlandia e l’annuncio di possibili dazi aggiuntivi del 10% su diversi Paesi europei hanno riacceso i timori di una guerra commerciale transatlantica. Questo scenario, se dovesse concretizzarsi, avrebbe un impatto diretto sulle prospettive di crescita economica e, di riflesso, sulla domanda di energia.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 59,43 $, in rialzo settimanale dello 0,15% ma il riposizionamento sotto i 59,50 $ potrebbe suggerire un ritorno della pressione ribassista, con gli orsi che si muoveranno a seguito di una chiusura sotto i 59,50 $. Confermato il movimento, il Petrolio WTI probabilmente cercherà di raggiungere e superare in breve tempo il livello annuale dei 59,34 $, con il livello chiave dei 56 $ a fungere da principale obiettivo SHORT.
Al rialzo, un ritorno della pressione rialzista, nonché ritest del livello annuale dei 61,08 $, verrebbe confermato solo a seguito di una chiusura sopra il livello psicologico dei 60 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.