L’Argento riprende il suo trend rialzista, superando i 93 $, influenzato alla minaccia del presidente degli Stati Uniti Trump di imporre ulteriori dazi commerciali.
Il prezzo dell’Argento ha ripreso con decisione il suo trend rialzista di fondo, riportandosi stabilmente sopra quota 93 $. Il movimento riflette un ritorno marcato dell’avversione al rischio sui mercati finanziari globali, in un contesto geopolitico e commerciale che continua a deteriorarsi e che favorisce la domanda di beni rifugio, tra cui spicca proprio il metallo prezioso.
Il principale catalizzatore della nuova ondata di acquisti è arrivato dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Trump, il quale ha annunciato l’intenzione di imporre nuovi dazi commerciali su una serie di Paesi Europei. L’ipotesi di tariffe aggiuntive del 10% contro otto Stati membri dell’Unione Europea, in risposta alla loro opposizione al piano statunitense di acquisizione della Groenlandia, ha innescato una brusca reazione sui mercati. Diversi leader europei hanno già parlato apertamente di una risposta “ferma”, alimentando il rischio di una nuova e profonda escalation commerciale tra alleati storici.
In questo scenario, l’Argento beneficia pienamente del suo doppio ruolo: da un lato bene rifugio in fasi di incertezza sistemica, dall’altro metallo strategico con una forte domanda industriale. A differenza di altri asset difensivi, il metallo prezioso non viene acquistato esclusivamente per protezione, ma anche per il suo utilizzo nei settori tecnologici, energetici e industriali, fattore che rafforza strutturalmente il quadro rialzista nel medio-lungo periodo.
Il clima di tensione commerciale si inserisce inoltre in un contesto geopolitico già fragile. Le tensioni in Medio Oriente restano elevate, mentre il conflitto tra Russia e Ucraina continua a rappresentare un fattore di instabilità persistente. Questo insieme di rischi sistemici mantiene alta la domanda di Argento come copertura contro shock improvvisi, riducendo la probabilità di correzioni profonde e durature.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 93,26 $, in rialzo del 3,48% ed in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale dei 91,273 $, sporcato, tuttavia, dal gap up di questo inizio settimana. Ciononostante, un consolidamento sopra il livello annuale dei 91,273 $, permetterebbe ai tori di mantenere ancora la pressione, con l’Argento che potrebbe raggiungere il livello annuale dei 97,178 $.
Al ribasso, un tentativo di chiudere il gap up potrebbe portare gli orsi a gettare le basi per un primo timido nuovo movimento SHORT, con l’Argento che potrebbe estendere ulteriormente il ribasso se riuscirà a chiudere nettamente al di sotto del livello psicologico dei 90 $, con il livello annuale degli 84,03 $ a fungere da target di breve termine.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.