Il cambio euro dollaro rimane vicino ai massimi sopra 1,1740, influenzato dai dati sulla fiducia economica in Germania e nell'Eurozona che sono migliorati oltre le aspettative.
Il prezzo dell’euro dollaro rimane tonico e si consolida sopra area 1,1740, mantenendosi vicino ai massimi di sessione dopo un rialzo di oltre l’1% accumulato nelle ultime due sedute. Il movimento non è casuale né puramente tecnico, ma riflette un cambiamento più profondo nel sentiment degli investitori globali, sempre più cauti nei confronti degli asset statunitensi e inclini a ridurre l’esposizione al dollaro USA.
Alla base della forza del fiber c’è una combinazione di fattori politici, macroeconomici e di flussi. In primo luogo, le rinnovate minacce tariffarie del presidente statunitense Donald Trump contro i Paesi europei hanno riacceso un clima di incertezza che va oltre il semplice tema commerciale. La prospettiva di dazi aggiuntivi del 10% verso chi si oppone ai piani statunitensi sulla Groenlandia è stata interpretata dal mercato come l’ennesimo segnale di imprevedibilità della politica economica americana. Questo ha alimentato la narrativa del cosiddetto “Sell America”, ovvero una riduzione sistematica dell’esposizione verso dollaro statunitense, obbligazionario USA e, in parte, azioni statunitensi.
Il risultato è un dollaro statunitense sotto pressione, che fatica a beneficiare del suo tradizionale ruolo di valuta rifugio. In questa fase, infatti, l’avversione al rischio non si traduce automaticamente in acquisti di biglietto verde, ma piuttosto in una riallocazione verso altre valute considerate relativamente più stabili sul piano istituzionale, con l’apprezzamento dell’EURO. Il rafforzamento del fiber va letto anche in quest’ottica: non tanto entusiasmo sull’Europa, quanto sfiducia crescente verso gli Stati Uniti.
Il rafforzamento della valuta unica è dipeso in larga misura dal contesto macroeconomico, con l’ultima indagine ZEW sul sentiment economico a segnalare un deciso miglioramento della fiducia degli investitori, soprattutto in Germania.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1741, in rialzo dello 0,82% ed in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale 1,1692. Una chiusura sopra tale livello annuale suggerirebbe che i tori potrebbero tentare l’allungo per raggiungere il livello psicologico 1,1800, l’ostacolo più duro degli ultimi mesi, il cui superamento permetterebbe all’euro dollaro di poter raggiungere la resistenza 1,1850.
Al ribasso, un ritorno della pressione degli orsi verrebbe confermato probabilmente da una chiusura sotto 1,1650, con il fiber che potrebbe raggiungere in breve tempo il livello chiave 1,1600, con il livello annuale 1,1507 a fungere da principale target SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.