Il prezzo del Petrolio WTI torna sotto pressione dopo due sedute positive, riflettendo un ridimensionamento del premio di rischio geopolitico che aveva
Il prezzo del Petrolio WTI torna sotto pressione dopo due sedute positive, riflettendo un ridimensionamento del premio di rischio geopolitico che aveva sostenuto l’Oro nero nelle settimane precedenti. L’attenzione del mercato si è spostata nuovamente sul fronte diplomatico, dopo la conferma ufficiale che Stati Uniti e Iran terranno colloqui in Oman. La notizia ha contribuito ad attenuare i timori di una possibile escalation militare in Medio Oriente, scenario che avrebbe potuto compromettere in modo significativo le forniture globali di Oro nero.
Negli ultimi mesi, una parte rilevante del rialzo del Petrolio WTI era stata alimentata proprio dall’incertezza legata ai rapporti tra Washington e Teheran. Il rischio di sanzioni più severe, attacchi indiretti o interruzioni nello Stretto di Hormuz aveva spinto molti operatori a incorporare nei prezzi un premio di sicurezza elevato. L’avvio di un dialogo diretto, seppur con un’agenda ancora poco chiara, ha quindi innescato prese di profitto e una fisiologica correzione dei prezzi.
A pesare ulteriormente sul Petrolio WTI è intervenuto anche il rafforzamento del dollaro statunitense. Le ultime dichiarazioni di esponenti della Federal Reserve hanno confermato un atteggiamento prudente sul fronte dei tassi di interesse, con una Banca Centrale che non sembra intenzionata ad accelerare il ciclo di allentamento monetario.
Sul fronte dei fondamentali macroeconomici emergono elementi di supporto. I dati più recenti dell’EIA hanno evidenziato un calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti superiore alle attese. La contrazione delle riserve è stata in parte attribuita a interruzioni operative causate da condizioni meteorologiche avverse, ma segnala anche una domanda interna che rimane complessivamente solida. Questo fattore contribuisce a limitare il ribasso del Petrolio WTI, impedendo per ora una correzione più profonda.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 64,24 $, in ribasso dell’1,38% ed in un principio di inizio correzione ribassista, con gli orsi però che non stanno spingendo la commodity quel tanto che basta per continuare il ribasso, con il livello chiave dei 63 $ e il livello annuale dei 61,08 $ che rappresentano i due obiettivi SHORT principali.
Al rialzo, un ritorno dei tori verrebbe confermato probabilmente da una chiusura sopra i 65 $, con il Petrolio WTI che potrebbe spingersi ancora più al rialzo e raggiungere il massimo dell’anno in zona 66 $, e puntare ad estendersi ulteriormente con target il livello chiave dei 67 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.