Il cambio euro dollaro scende sotto 1,1800, influenzato dalle notizie di un accordo commerciale con l'India e dei prossimi colloqui con l'Iran che sostengono il biglietto verde.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi in un contesto di debolezza relativa, senza riuscire a costruire una ripresa credibile dopo le recenti discese. Il fiber sta cercando di stabilizzarsi, ma ogni tentativo di rimbalzo viene rapidamente assorbito da una domanda di dollaro USA ancora solida, sostenuta da dati macroeconomici statunitensi migliori delle attese e da un generale miglioramento del sentiment globale.
Il quadro di fondo resta dominato da un dollaro statunitense strutturalmente forte. I recenti dati sul settore manifatturiero degli Stati Uniti hanno rafforzato la percezione che l’economia americana sia più resiliente rispetto a quella europea. L’indice ISM manifatturiero è tornato stabilmente in area espansiva, registrando il valore più alto degli ultimi tre anni, mentre anche il PMI S&P Global è stato rivisto al rialzo. Questo insieme di segnali suggerisce che il ciclo economico USA resta solido, riducendo la necessità di tagli aggressivi dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve termine.
Allo stesso tempo, sul piano geopolitico si è assistito a una sensibile riduzione delle tensioni. L’annuncio di nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare ha contribuito a migliorare il clima sui mercati finanziari, favorendo un ritorno della propensione al rischio e un rafforzamento del biglietto verde. In parallelo, l’accordo commerciale tra Stati Uniti e India, che prevede una forte riduzione dei dazi, ha ulteriormente rafforzato l’idea di una normalizzazione delle relazioni internazionali, spingendo al ribasso il fiber.
In questo contesto, l’EURO fatica a trovare catalizzatori propri. Nonostante alcuni dati macroeconomici positivi provenienti dall’Eurozona nelle scorse settimane, il mercato continua a percepire il Vecchio Continente come più vulnerabile sul fronte della crescita. L’economia europea resta esposta al rallentamento globale, alla debolezza del commercio internazionale e a una politica monetaria potenzialmente più accomodante rispetto a quella statunitense.
Al momento della scrittura, il prezzo del fiber quota 1,1787, in lieve flessione dello 0,03%, confermando una struttura di breve periodo ancora orientata al ribasso. Un consolidamento sotto area 1,1800 favorirebbe la prosecuzione della pressione ribassista, con primo target in prossimità del livello annuale 1,1692. La rottura di tale livello aprirebbe spazio per un ulteriore movimento verso il supporto chiave in area 1,1600, importante zona di potenziale reazione in ottica LONG.
Al contrario, una chiusura giornaliera sopra 1,1800 potrebbe rappresentare il primo segnale di tentativo di inversione, con obiettivo principale il livello annuale di 1,1918, che costituisce una resistenza tecnica rilevante. Il superamento deciso di quest’area rafforzerebbe lo scenario rialzista, proiettando i prezzi verso la soglia psicologica di 1,2000.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.