Il cambio euro dollaro (EUR/USD) apre la settimana sotto area 1,16, muovendosi intorno a 1,1588–1,1590, dopo il rafforzamento del dollaro visto alla fine della scorsa settimana. A poter aggravare il contesto per l’euro c’è la notizia di nuovi raid contro postazioni iraniane nell’area dello Stretto di Hormuz, che alimentano il rischio di una nuova escalation in una zona cruciale per i flussi energetici globali.
In questo contesto, il dollaro può beneficiare del suo ruolo di valuta rifugio. Quando il rischio geopolitico aumenta, soprattutto se collegato a petrolio, inflazione e sicurezza delle rotte commerciali, gli investitori tendono a privilegiare asset liquidi e difensivi denominati in dollari. Questo limita il potenziale di recupero dell’euro, anche perché l’Eurozona resta più vulnerabile a shock energetici rispetto agli Stati Uniti.
Per questo motivo, la permanenza sotto 1,16 potrebbe diventare il principale evento tecnico e macro della settimana.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1586 e l’indice del dollaro si trova a 99,619 punti.
Previsioni sul cambio euro dollaro
Il cambio euro dollaro si muove appena sotto 1,16, una soglia che sta diventando il vero perno tecnico delle quotazioni. La permanenza al di sotto di questo livello non è soltanto un segnale di debolezza dell’euro, ma riflette un mercato che continua a privilegiare il dollaro in particolare dopo l’attacco statunitense in Iran, evento che ha immediatamente riacceso il rischio geopolitico. I
n questo contesto, il potenziale di recupero dell’euro rimane limitato, perché ogni escalation nel conflitto tende a generare flussi di acquisto sul biglietto verde.
La struttura tecnica conferma questa fragilità e il cross faticherà a riconquistare 1,16 perché ogni tentativo di risalita potrebbe essere respinto con decisione, segnalando che il mercato non è ancora pronto a ripristinare una fase più equilibrata.
Nel frattempo, lo scenario ribassista potrebbe continuare a prevalere, con obiettivi naturali in area 1,1550 e 1,1520, livelli che rappresentano i principali target tecnici in caso di prosecuzione del conflitto.
Sul fronte opposto, solo un ritorno stabile sopra 1,1620 permetterebbe di ridurre la pressione ribassista e riaprire la strada verso 1,1650, primo vero livello di recupero. Al momento, però, l’azione dei prezzi rimane dominata dal contesto geopolitico.
EUR/USD Previsione del Prezzo
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