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Prestiti obbligazionari convertibili (Poc). Azionisti: Attenzione!

Da:
Fabio Carbone

Prestiti obbligazionari convertibili (Poc) cum warrant, convertibili in azioni. Scopri perché se sei un azionista dovresti fare attenzione.

Prestiti obbligazionari convertibili (Poc)

In questo articolo della serie Education qui su FXEmpire, ci occupiamo dei prestiti obbligazionari convertibili (Poc) cum warrant, convertibili in azioni cum warrant. Si tratta di un sofisticato strumento di investimento utilizzato da fondi speculativi (hedge fund) che assorbono tutto il valore di un titolo azionario a loro vantaggio.

In questo articolo ti presenteremo una panoramica esaustiva riguardo allo strumento dei prestiti obbligazionari convertibili (Poc) cum warrant, convertibili in azioni cum warrant. Leggendo capirai perché se investi in azioni ci devi stare attento, molto attento.

Cosa sono le obbligazioni cum warrant?

Partiamo dal definire cosa sono le obbligazioni cum warrant. Siamo in presenza di un un titolo obbligazionario che incorpora un diritto speciale, detto appunto warrant, di sottoscrivere azioni od obbligazioni a un prezzo determinato a priori.

Nella pratica sono obbligazioni convertibili, perché il possessore ha la facoltà di convertire le obbligazioni in una certa quantità di azioni a un prezzo prefissato che è sempre inferiore rispetto al prezzo di mercato delle azioni.

Prestiti obbligazionari convertibili (Poc) cum warrant: come funzionano

Nella pratica come funzionano i prestiti obbligazionari convertibili (Poc) cum warrant? L’emissione di questi titoli viene effettuata da una società quotata in Borsa alla ricerca di capitali. Emettendoli a favore di un fondo di investimento che gli presta i soldi, la società quotata in Borsa emittente accetta la possibilità che il fondo possa convertire le obbligazioni in azioni a un prezzo scontato in fase di conversione.

La società che investe, cioè il fondo (spesso un fondo speculativo), in base a quanto stabilito dall’accordo passa alla conversione entro i termini stabiliti contrattualmente: un anno; due anni; ecc.

In fase di conversione si verifica un aumento delle azioni circolanti che causa una diluizione del capitale sociale. Ma non è tutto, perché il fondo ottiene le azioni a prezzo particolarmente scontato rispetto a quello di mercato e quindi passa anche alla vendita delle azioni convertite.

Una volta vendute le azioni al mercato, il fondo incassa il suo guadagno sull’operazione. Tuttavia, tale condotta fa crollare il prezzo del titolo azionario e in alcuni casi lo porta a zero.

Prendere possesso di una società con i POC cum warrant

Ma c’è anche un altro risvolto di cui tenere conto. Quando le obbligazioni vengono convertite in azioni, il fondo di fatto diventa uno degli azionisti della società. Se il numero di azioni è rilevante può anche diventare un socio di peso con un ruolo nel consiglio di amministrazione.

In questo caso il fondo non vende le azioni, ma le detiene per influire sulle scelte del consiglio di amministrazione e quindi sulle strategie future.

Tuttavia, i fondi speculativi che si prestano a questa attività lo fanno per guadagnare e non per gestire la società quotata.

Dove sta il vantaggio per la società quotata che emette i POC cum warrant?

Veniamo alla domanda chiave. Perché una società quotata in Borsa dovrebbe piegarsi a questo meccanismo e accettare di emettere obbligazioni convertibili POC cum warrant per raccogliere capitali?

Ricorrono a questo strumento essenzialmente quelle società quotate a cui le banche non offrono più linee di credito. Si tratta in concreto di una ultima spiaggia prima di dichiarare di non essere più in grado di finanziarsi.

Pur di procrastinare la vita della società il management accetta di firmare un contratto con un fondo speculativo che gli fornisce la liquidità necessaria per:

  • supportare piani di sviluppo o nuovi progetti;
  • rafforzare la struttura finanziaria;
  • aumentare rapidamente la flessibilità finanziaria;
  • supportare il circolante nell’ambito di un progetto di sviluppo.

Queste le finalità per cui una società accetta di firmare un contratto di questo tipo. All’apparenza sono tutti casi non sospetti, ma se guardiamo ai titoli azionari che in Italia hanno fatto ricorso a questo tipo di strumento ci rendiamo subito conto che nei fatti è utilizzato quando non si ha altra scelta.

Quali società in Italia sono ricorse alle obbligazioni convertibili POC cum warrant?

L’elenco delle società italiane che hanno fatto ricorso alle obbligazioni convertibili POC cum warrant non è breve. Una lista non esaustiva è stata fornita nel 2020 da Ambromobiliare attraverso uno studio sull’argomento. Lo studio si prefiggeva di analizzare se il ricorso allo strumento finanziario aveva apportato dei benefici e a chi.

Il risultato è che l’unico a guadagnarci è il fondo d’investimento, mentre gli azionisti vedono crollare miseramente il valore delle proprie azioni.

Ecco la lista di titoli azionari che hanno fatto ricorso a tale strumento per la raccolta di capitali:

  • Askoll Eva;
  • Axélero;
  • Caleido Group;
  • Casta Diva Group;
  • Energica Motor Company;
  • Mondo TV France;
  • Prismi;
  • Sciuker Frames;
  • SMRE;
  • Visibilia Editore.

Fatta eccezione per Sciuker Frames e Askoll Eva che hanno sottoscritto l’accordo nel corso del 2020, le altre società hanno sottoscritto l’accordo tra il 2017 e il 2018.

Il MilanoFinanza riporta anche altri nomi di società che hanno sottoscritto un tale tipo di accordo. Si tratta di:

  • Eprice;
  • Fidia;
  • The Lifestyle Group;
  • Illa;
  • Bioera;
  • Ki Group.

Come si può notare tutte queste società hanno problemi ben noti a chi segue il mercato azionario italiano. Ki Group, ad esempio, dal 12 settembre 2023 non è più quotata sull’Euronext Growth Milan. Le azioni Bioera dai 6,7€ del 2019 vale oggi €0,0145 per azione. Il titolo Eprice vale 0,018€ per azione dai 27,7€ di inizio 2019.

Altro esempio ancora è Illa spa, produttore storico di padelle il cui titolo è passato dai 150€ per azione (dicembre 2018) a 0,0004€ per azione (novembre 2023). La società ha chiesto protezione contro i creditori per salvare il patrimonio sociale ed ha quindi presentato domanda di composizione negoziata della crisi in data 13 novembre 2023.

La “lezione” per gli azionisti potenziali

Cosa si può apprendere da quanto sin qui scritto? Un azionista interessato ad acquistare titoli azionari deve prima valutare la solidità finanziaria della società quotata, verificare in che modo reperisce la liquidità per sviluppare il piano industriale.

Un’attenzione particolare va posta quando decidi di acquistare le azioni di un società con capitalizzazione “small-cap” o il cui titolo è presente nel segmento Euronext Growth Milan. Queste ultime sono piccole e medie imprese che hanno da poco fatto il “salto di qualità” in Borsa per finanziarsi.

Ma come fare a capire se una determinata società quotata in Borsa ha fatto ricorso ai prestiti obbligazionari convertibili (POC) cum warrant? Le società quotate sono obbligate a presentare comunicazioni ufficiali, quindi prima di comprare leggi i comunicati stampa. Inoltre, potrai scoprirlo dalla lista degli azionisti principali pubblicati sul sito della società o attraverso le comunicazioni alla Consob. Attraverso le comunicazioni obbligatorie potrai risalire a eventuali fondi speculativi che in poco tempo hanno accumulato e venduto un numero rilevante di azioni.

In conclusione: ma è tutto legale?

Sì, non ci sono limiti imposti dalle normative vigenti in Italia. I fondi speculativi possono vendere le azioni convertite quando vogliono perché non hanno un vincolo temporale.

Di fatto i prestiti obbligazionari (POC) cum warrant sono un modo efficace di fare soldi per i fondi che praticano questo tipo di schema, un danno d’immagine per le società che vi ricorrono e un cappio al collo messo ai già azionisti.

Leggi anche cosa sono le strategie trend-following e come guadagnare da esse.

Sull'Autore

Writer freelance dal 2013 ha studiato informatica e filosofia ed anche un pizzico di sociologia. Nel 2016 ha scoperto la crypto economy e da allora scrive di blockchain e criptovalute, per approfondire un movimento che non è fatto solo di esperti matematici e crittografi, ma di gente che genera una nuova economia dal basso.

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