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Come investire nell’industria del vetro, in Italia e all’estero

Da:
Fabio Carbone
Aggiornato: Feb 16, 2024, 13:56 UTC

Come investire nell'industria del vetro, in Italia e all’estero, puntando sulle multinazionali europee e statunitensi del vetro. Scopri numeri e previsioni.

Come investire nell'industria del vetro

In questo articolo:

Vorresti diversificare il tuo portafoglio concentrato sulle materie prime principali e non sai a quali altri materiali rivolgerti? Ebbene, attraverso questa guida dedicata al come investire nell’industria del vetro, in Italia e all’estero, scoprirai i numeri dell’industria del vetro e quali sono le società quotate su cui orientarti.

Prima di giungere alle società del vetro quotate in Borsa, illustriamo i principali usi che si fanno del vetro, per poi fornire alcuni numeri sul presente e il futuro del settore.

A cosa serve il vetro: la filiera del vetro

In ambito industriale a cosa serve il vetro? Cioè dove viene impiegato maggiormente? La filiera del vetro serve in particolare i seguenti settori industriali:

  • automotive (vetro piano per auto);
  • edilizia (compreso il vetro termico per isolamento e fibre di vetro per rinforzo);
  • mobili e arredo;
  • imballaggi (vetro cavo per imballaggi alimentari, cosmetici, farmaceutica);

I numeri della filiera del vetro in Italia

In Italia sono presenti 60 stabilimenti e 32 società di produzione di grandi dimensioni, a cui vanno aggiunte 300 imprese di trasformazione del vetro e circa 30mila addetti.

Secondo uno studio del 2023 curato da Open Impact, una spin-off dell’Università degli studi Milano-Bicocca, la filiera del vetro Made in Italy genera un valore aggiunto 2,5 volte superiore rispetto all’investimento iniziale (1€ investito uguale 2,5€).

Con un investimento prospettato di 10,7 miliardi di euro, afferma lo studio reso noto a suo tempo da Regioni&Ambiente, si avrebbe un ritorno sociale, economico e ambientale superiore ai 27 miliardi di euro.

Di questi 27 miliardi, il 45% ricadrebbe nel sociale (€12,2mld), il 40% nell’economia italiana (€10,8mld) e il 15% per l’ambiente (€4,2mld).

Altri dati forniti invece da Assovetro, misurano lo stato di salute del settore nel 2022 e nel 2023. Il fatturato complessivo per il vetro piano è cresciuto del +20,7% nel 2022, mentre il vetro per l’edilizia ha messo a segno un +28,9% rispetto al 2021. Cresciuta anche la domanda di vetro nell’arredamento, tuttavia per il 2023 è stata stimata una crescita del solo 4% sul vetro piano, con una stima di crescita del +2,6% per il 2024.

A trainare il vetro italiano sono stati i bonus nel settore dell’edilizia e dell’arredamento che ora sono terminati, o sono stati ridotti in modo significativo.

I numeri in Europa e previsioni per il vetro 2024

Secondo una analisi di Berenberg pubblicata dal MilanoFinanza, l’industria del vetro europea ha vissuto un 2023 molto “sfidante”, cioè con un calo della produzione di contenitori per il food and beverage del -10%.

Per il 2024 si attende una crescita dei volumi a partire dal secondo semestre, con il vetro per alimenti e bevande che è risultato il primo a posizionarsi in modalità ripresa.

Il calo dei prezzi nel settore del vetro è atteso del 7% medio e questo dovrebbe favorire gli acquisti. Una diminuzione dovuta in particolare al calo netto delle materie prime come la soda.

Tuttavia non sarà tutto rose e fiori, poiché al termine del 2024 Berenberg si attende un calo dell’Ebitda nell’industria del vetro europeo di circa l’8%.

La transizione ecologia nell’industria del vetro in Italia

Com’è noto l’industria del vetro è energivora (vengono consumati solo in Italia 1,1 miliardi di metri cubi di gas, ovvero il 2% dei consumi nazionali). La produzione del vetro dalle materie prime originarie è altamente impattante sull’ambiente, ed è per questo che la filiera del vetro italiana si sta muovendo per ridurre la sua impronta e anche per rendere economicamente più sostenibile la sua produzione.

Assovetro, l’associazione di settore parte di Confindustria, ha supportato il progetto di utilizzo dell’ossigeno nei forni fusori di una azienda di produzione del vetro in provincia di Pordenone.

Lo stabilimento della O-I Italy spa (società controllata da O-I Glass Inc.) si è infatti dotata della tecnologia oxy-fuel, consentendo una riduzione del consumo di energia di almeno il 38% e dell’abbattimento delle emissioni di circa l’80%.

L’economia del riciclo del vetro

Non andrebbe dimenticata anche la dimensione dell’economia del riciclo del vetro. L’Italia ha raggiunto un tasso di riciclo dell’80% nel 2022 (+4,2% rispetto al 2021), secondo il CoReVe.

Sono state risparmiate 4,2 milioni di tonnellate di materie prime e il 25% del gas naturale necessario alla produzione di vetro equivalente a quella riciclata. Per il 2025 il CoReVe stima un tasso di riciclo sopra l’86%. L’Italia è dunque sopra il target del 75% fissato dall’Unione europea al 2030.

Ma è da guardare con interesse anche la ricerca scientifica in corso sul recupero degli scarti prodotti direttamente dall’industria del vetro, che possono essere riutilizzati come sottofondi stradali.

Infatti, non tutti i tipi di vetro possono essere riciclati ed è per questo che sono in corso studi che permettano un diverso riutilizzo di determinati vetri contenenti, ad esempio, il piombo.

Attenzione però al rischio del trend inverso. Come segnalava Il Sole 24 Ore, sul rottame di vetro sono in atto trend speculativi che hanno portato il prezzo per tonnellata da 15-30 euro del 2019, a 230 euro nel 2023. Di conseguenza le vetrerie sono costrette ad acquistare le materie prime (silicio, carbonato, ecc.) che in questa fase storica risultano essere più convenienti del rottame di vetro.

Come investire nell’industria del vetro: le società quotate

Vediamo ora come investire nell’industria del vetro attraverso le società quotate in Borsa, ovvero mediante una delle strade più facilmente percorribili per investitori non professionali e non istituzionali.

Le società italiane del vetro quotate in Borsa

Per quanto riguarda le società italiane del vetro quotate alla Borsa di Milano, troviamo Zignago Vetro (ZV). Il target price è fissato a €17,83 e il rating è “outperform”. Per altri analisti il target price resta a €15, con rating “hold”.

Le società internazionali del vetro quotate in Borsa

Abbiamo già citato la Owens-Illinois (OI), una società internazionale del vetro quotata in Borsa e con basi negli Stati Uniti e in Europa, Italia compresa.

La O-I Glass (OI) è quotata al NYSE, secondo la media degli analisti il target price è di 21,44$, con rating outperform e una cospicua tendenza a “hold”. Il quarto trimestre del 2023 si è chiuso con ricavi in calo rispetto al Q4 2022, ma meglio delle attese.

Vidrala SA (VID) è una società quotata alla Borsa di Madrid, opera in Spagna e nell’Unione Europea nella produzione di bottiglie e contenitori per alimenti e bevande. Per gli analisti il target price è di 102,92€, mentre il rating medio è outperform con una componente significativa di “hold”. La società ha in progetto l’aggiunta di un forno a idrogeno, mentre si sta espandendo in America Latina con operazioni di acquisizione.

Verallia SAS (VRLA) è una società francese quotata alla Borsa di Parigi, si occupa in particolare della produzione di soluzioni di packaging in vetro. Vende bottiglie per il settore del vino e degli alcolici, opera in Europa e America del Sud. In Spagna ha concluso l’acquisizione di cinque centri di trattamento del cullet per rafforzare la sua presenza nei contenitori in vetro per alcolici. Target price €47,81 e rating “outperform” tendente a “buy”.

Vetropack Holding SA (VETN) è una società quotata alla Borsa di Zurigo e quartier generale in Svizzera, opera nel settore del packaging in vetro per il food and beverage. Il target price di Vetropack è 52 CHF (franchi svizzeri), mentre il rating è “hold”. Per Berenberg il target price è 46 franchi svizzeri.

Concludendo

Per gli investitori in materie prime alla ricerca di una esposizione diversificata, investire nell’industria del vetro potrebbe essere un segmento da valutare con attenzione.

Non è privo di rischi, ed è molto legato ai cicli positivi e negativi dell’economia reale. Di fatto quando i consumi di alimenti e bevande venduti in contenitori di vetro aumentano, per l’industria del vetro è un buon momento. Ma anche lo stato di salute dell’edilizia e dell’automotive contribuiscono non poco ai volumi di produzione del vetro.

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Sull'Autore

Writer freelance dal 2013 ha studiato informatica e filosofia ed anche un pizzico di sociologia. Nel 2016 ha scoperto la crypto economy e da allora scrive di blockchain e criptovalute, per approfondire un movimento che non è fatto solo di esperti matematici e crittografi, ma di gente che genera una nuova economia dal basso.

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