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Istat, produzione nelle costruzioni in Italia -4% a novembre 2019

In calo secondo l’Istat, la produzione nelle costruzioni in Italia che scende al -4% a novembre 2019 rispetto ad ottobre.
Fabio Carbone
produzione nelle costruzioni

Pubblicati da poco i dati Istat sulla produzione nelle costruzioni, riferiti dall’indice destagionalizzato a novembre 2019. La produzione diminuisce del 4%, rispetto al mese di ottobre 2019 che costituisce un “calo considerevole dopo la lieve crescita registrata nei due mesi precedenti”.

Nel trimestre settembre – novembre 2019 il trend negativo si conferma, la produzione nelle costruzioni si riduce dell’1,2% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua, scrive l’Istat, “l’indice grezzo e l’indice corretto per gli effetti di calendario registrano una marcata flessione, rispettivamente del -6,7% e del -3,4% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di novembre 2018)”.

Se guardiamo ai dati del 2019, allora l’Istat ci informa che “nella media dei primi undici mesi del 2019, l’indice corretto per gli effetti di calendario cresce del +2,3% e l’indice grezzo aumenta del +2,1%”.

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Le cause che portano alla riduzione di produzione nelle costruzioni in Italia

Secondo l’Istat l’elevata piovosità è tra le cause che hanno portato a novembre una contrazione nella produzione delle costruzioni in Italia.

“La forte diminuzione mensile si riflette nella dinamica trimestrale dell’indice destagionalizzato, che si era mantenuta pressoché stazionaria dal trimestre luglio-settembre”, scrive ancora l’Istat.

La produzione nelle costruzioni segna una forte flessione anche in termini tendenziali, dove si registra il primo calo, al netto degli effetti di calendario, dallo scorso mese di gennaio. In termini annui, nei primi undici mesi del 2019, la produzione resta in crescita.

Dalle costruzioni alle ristrutturazioni: il cambio di paradigma?

Perché si costruisce sempre meno? Perché la pioggia ha fermato i costruttori e le richieste? Non solo per quello.

Il territorio italiano è fortemente cementificato, dove altro si dovrebbe costruire? Basterebbe vedere le immagini rilasciare dai satelliti Esa Copernicus per comprenderlo o farsi un giro su Google maps in versione satellite.

Forse l’edilizia italiana dovrebbe riconvertirsi dalla costruzione alla ristrutturazione, anche perché questo Paese, l’Italia, di ristrutturazione ne ha tanto bisogno.

Proprio oggi a Roma, zona Colosseo, un edificio degli anni della Ricostruzione post seconda guerra mondiale ha ceduto sprofondando di svariati centimetri. Evacuate tutte le famiglie della palazzina.

Ristrutturazione per far ricrescere la produzione nelle costruzioni. Ci sono interi paesini in Italia che andrebbero ristrutturati, senza dimenticare le infrastrutture come le autostrade.

Ostinarsi a voler trovare fazzoletti di terra dove costruire non è la strategia di lungo termine migliore. La vera strategia vincente è quella della ristrutturazione e della ricostruzione lì dove gli edifici non sono più recuperabili e vanno abbattuti e ricostruiti.

Potrebbe giungere un forte impulso da un piano Marshall italiano delle ristrutturazioni. Darebbe nuova vita agli edifici, lavoro a chi lavora nel settore, benessere a tutti, dal momento che le nuove tecnologie dell’edilizia migliorano anche la qualità ambientale oltre che quella di vita.

Le aziende del settore dovrebbero essere le prime a fare campagne di promozione ed educazione dei cittadini, in questa direzione. È loro interesse strategico.

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