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Gas Naturale -55% da Inizio Anno: Quali le Prospettive per il Resto del 2023?

Da:
Alberto Ferrante

Il gas naturale segna in questo primo trimestre un calo del -55%. Il comparto energetico soffre da tempo, ma quali sono le ragioni di una tale contrazione?

gas naturale wti

In questo articolo:

Le commodities energetiche hanno perso rapidamente quota quest’anno, per numerose ragioni talvolta collaterali tra loro. Più recentemente, la domanda è stata intercettata dai timori di un contagio della crisi bancaria partita dagli USA e già giunta alle porte d’Europa. Tra le materie prime con le performances peggiori c’è il gas naturale.

L’incremento continuo dei tassi d’interesse, che si concretizza in un’avversione al rischio, ha inoltre pesato su una commodity già indebolita dalle condizioni metereologiche che hanno mostrato quest’inverno temperature superiori rispetto ai valori ritenuti normali.

Così, l’intero comparto energetico ha sofferto nuovi cali causati dalla contrazione della domanda, che per il gas naturale hanno raggiunto il -55% in questo primo trimestre del 2023.

Ma quali sono le prospettive per il resto dell’anno? Ci saranno margini di manovra o il gas naturale potrebbe superare persino il supporto tecnico di 2 dollari, estendendo i suoi ribassi verso nuovi minimi pluriennali?

Il gas naturale perde il 55% nel primo trimestre del 2023

Mentre il petrolio greggio WTI ha avuto modo di riprendere quota dopo i forti scossoni ribassisti, il gas naturale è stato messo sotto pressione dai fattori sopra citati, a cui si aggiunge la razionalizzazione della domanda e l’incremento dell’offerta di gas naturale liquefatto da parte della Cina.

La fragilità attuale del settore industriale rappresenta poi un’altra chiave di lettura per valutare il calo del gas naturale all’interno del comparto energetico. L’eventuale ripartenza dovrà infatti prendere le mosse dalla ripresa dell’economia cinese e dal ritmo con cui le attività industriali di tutto il mondo riprenderanno quota anche grazie ai prezzi più bassi del gas.

Va però detto che, nel breve termine, il fattore principale sarà rappresentato dalle condizioni climatiche. Con le temperature che inizieranno a salire negli Stati Uniti e in Europa, l’eventuale ripresa del comparto industriale potrebbe non essere sufficiente a controbilanciare la riduzione della domanda per consumi domestici.

Per queste ragioni, è difficile ritenere possibile un rialzo inatteso del gas naturale nel breve/brevissimo termine. Appare invece più verosimile un proseguimento del trend attuale, forse verso nuovi minimi.

Prospettive di breve e medio termine per il gas naturale

Partendo dunque con un’analisi di breve termine, il gas naturale potrebbe continuare ad appiattirsi sul supporto tecnico di 2 dollari o tentarne persino la rottura, superando un livello tondo e psicologico così rilevante per esplorare nuovi minimi pluriennali anche verso quota 1,75/1,8 dollari.

Ai prezzi attuali, come abbiamo visto nei precedenti paragrafi, il gas naturale non pare in alcun modo sostenuto per una bull-run in grado di recuperare gran parte dei ribassi attuali. Ancor meno probabile sarà il recupero dei valori di inizio anno a 4 dollari, almeno in un orizzonte temporale ristretto al trimestre successivo.

Sul fronte tecnico, però, la corsa al ribasso potrebbe effettivamente essere destinata a interrompersi. Il prezzo del gas naturale, infatti, potrebbe continuare a stabilizzarsi sui 2 dollari oppure, superato questo supporto, rimontare a causa dei volumi di acquisto per allontanarsi dai minimi pluriennali attuali e creare un supporto più solido tra i 2,5 e i 3 dollari.

Un recupero di questa natura non potrà in alcun modo ritenersi il preambolo di un’inversione di tendenza al rialzo, ma sarà quantomeno sufficiente a limitare ulteriori cali, in vista di un miglioramento del contesto globale. Tempo al tempo.

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Sull'Autore

Dopo la laurea in Economia Aziendale a Catania inizia a scrivere per diverse testate, prevalentemente di cultura, tecnologia ed economia. Con stretto riferimento alla collaborazione con FX Empire, iniziata nell’Aprile del 2018, ha curato una rubrica su analisi di premarket in Europa, prima di concentrarsi su analisi tecnica di materie prime, cambi valutari e criptovalute.

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