Il prezzo del petrolio greggio WTI ha subito un ampio ribasso verso i 78,2 dollari nelle ultime ore, mentre il gas ha ritracciato dopo un test della resistenza tonda che potrebbe presto ripetersi.
Il prezzo del petrolio greggio WTI non è riuscito a infrangere la resistenza di 80 dollari e ha subito un nuovo arretramento. Si ripete così la stessa dinamica degli ultimi due tentativi rialzisti, con una eccessiva pressione ribassista sulla resistenza intermedia.
Lo scenario tecnico resta invece ancora favorevole per il gas naturale, che adesso viaggia sopra il target di 1,9$ e potrebbe presto avvicinarsi alla resistenza intermedia. Certo, anche il gas dovrà tentare di evitare un ritracciamento simile a quello verificatosi per il petrolio greggio. Nel caso specifico, è sulla soglia dei 2 dollari che potremmo attenderci un tentativo di inversione ribassista.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI togna a segnare 78,3 dollari, senza troppe speranze di ripresa immediata, mentre il gas naturale si trova a 1,914 dollari dopo un primo tentativo di rottura della resistenza a 2 dollari.
Con l’ultimo ribasso sulla fascia di prezzo che abbiamo osservato a lungo, sotto i 78,5 dollari, il prezzo del petrolio greggio WTI ha spezzato il suo recente uptrend e potrebbe adesso dover fare i conti con la pressione ribassista residua sul supporto di 78 dollari.
Se anche questa linea di difesa dovesse reggere (come ritengo), la spinta rialzista degli scorsi giorni pare comunque smarrita e il petrolio greggio non dovrebbe riuscire a ritestare la resistenza di 80 dollari nel brevissimo termine.
Ritengo più verosimile, in caso di ripresa, una riconquista della resistenza intermedia di 79 dollari, passando per il valore di 78,8 dollari. Qualsiasi altra estensione rialzista potrebbe azionare nuovamente un meccanismo di difesa con il rischio di nuovi rimbalzi ribassisti.
In caso di rottura del supporto a 78 dollari, invece, i livelli successivi vanno identificati a quota 77,2 e 76,5 dollari al barile.
Per il gas naturale, che segna 10 sedute di vistosi rialzi (+30%), l’andamento attuale mostra un proseguimento della spinta rialzista verso le resistenze intermedie di 1,93 e 1,95 dollari, a un passo dal target rialzista principale di 2 dollari.
I rialzi sono appunto proseguiti stabilmente già dai quasi minimi del 19 Febbraio 2023 e hanno avviato ieri la settimana con un ampio rialzo verso i massimi relativi di 1,99 circa, per poi lasciar spazio a un lieve e fisiologico ritracciamento.
Non stupisce che sui 2 dollari la pressione ribassista possa farsi eccessiva, ma ritengo che con un cauto tentativo di accumulazione il prezzo potrebbe riuscire a posizionarsi sopra quota 1,97 per attendere la spinta sufficiente a segnare il break-out rialzista.
Le resistenze successive dopo quella tonda di 2 dollari, si troverebbero a 2,04 e 2,18 dollari.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.