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Il Petrolio WTI continua a salire nella seconda sessione settimanale, con le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran che alimentano le preoccupazioni sull’offerta.
Il prezzo del Petrolio WTI estende il movimento rialzista per la seconda seduta consecutiva, con le quotazioni che superano la soglia degli 87 $ al barile e provano a raggiungere gli 88 $, massimo di fine luglio. A sostenere l’Oro nero è soprattutto il ritorno delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, accompagnato dalla persistente incertezza sullo Stretto di Hormuz e dai crescenti rischi per l’offerta globale di greggio.
Dopo la fase di distensione osservata nelle settimane precedenti, il deterioramento della situazione in Medio Oriente ha infatti riportato rapidamente il premio per il rischio geopolitico nelle quotazioni del Petrolio WTI. Domenica le forze statunitensi hanno colpito due lanciarazzi sull’isola iraniana di Larak, situata nello Stretto di Hormuz. L’operazione ha segnato una nuova escalation dopo circa un mese di relativa tregua ed è stata seguita dalla risposta di Teheran contro installazioni militari statunitensi nella regione.
A rendere il quadro ancora più delicato sono state le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha lasciato aperta la possibilità di ulteriori operazioni militari contro l’Iran. Tra gli obiettivi potenziali è stata citata anche l’isola di Kharg, infrastruttura strategica per le esportazioni petrolifere iraniane. Un eventuale attacco contro questo snodo aumenterebbe sensibilmente i rischi di interruzione dell’offerta, con potenziali conseguenze immediate sul mercato energetico internazionale.
Le pressioni sull’offerta non arrivano esclusivamente dal Medio Oriente. Gli attacchi con droni e missili contro alcune raffinerie russe hanno ridotto la capacità di lavorazione del greggio, contribuendo a irrigidire ulteriormente il mercato dei prodotti raffinati. La combinazione tra minore capacità di raffinazione russa e rischi sulle forniture mediorientali ha spinto i margini dei prodotti petroliferi su livelli estremamente elevati. Questo rappresenta un ulteriore elemento di sostegno per l’intero comparto energetico e contribuisce a mantenere una pressione rialzista sulle quotazioni dell’Oro nero.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 87,97 $, in rialzo settimanale del 5,48% ed in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale degli 86,87 $ che, se confermato, aprirebbe le porte per una forte estensione rialzista, con i tori che punteranno a raggiungere il limite inferiore della zona dei massimi di luglio, intorno al livello annuale dei 90,73 $.
Tuttavia, una falsa rottura LONG del livello annuale degli 86,87 $ spingerebbe gli orsi ad iniziare ad aumentare le loro posizioni, spingendo il Petrolio WTI verso il livello annuale degli 84,13 $, il cui superamento comporterebbe un veloce raggiungimento del livello annuale degli 80,78 $.551€
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.