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Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano verso il secondo obiettivo rialzista di 86,50 dollari al barile, mentre il gas naturale è riuscito ad avvicinarsi ulteriormente la target principale di 3 dollari.
Il prezzo del petrolio reggio WTI passa di mano ampiamente sopra la resistenza intermedia di 85 dollari, avendo esteso il rilancio verso gli 86,50 dollari al barile, prossima resistenza di rilievo. Superato anche questo target, se il contesto geopolitico dovesse rimanere immutato, il petrolio greggio potrebbe estendersi anche fino al target di 88 dollari al barile.
Quanto al gas naturale, i tentativi di raggiungimento del target a 3 dollari tondi si potrebbero fare adesso più concreti, dopo un primo test del target a 2,950 dollari nella giornata di ieri.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 86,42 dollari al barile e il gas naturale si muove a 2,921 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano vicino al target intermedio di 86,50 dollari, che sta funzionando da vero spartiacque nella struttura tecnica di breve periodo. Il suo superamento aprirebbe la strada a una nuova estensione verso 88 dollari, obiettivo coerente con la dinamica rialzista che si attiverebbe qualora il mercato continuasse a prezzare il rischio geopolitico legato al conflitto armato tra USA e Iran.
Se il contesto dovesse rimanere incerto, con ulteriori operazioni militari o nuove misure economiche ostili all’Iran, il WTI potrebbe spingersi anche verso la soglia psicologica dei 90 dollari. In uno scenario dominato da tensioni persistenti, questo livello tornerebbe a rappresentare il naturale approdo di un mercato che reagisce in modo impulsivo a ogni deterioramento del quadro geopolitico.
Sul fronte ribassista, la struttura tecnica appare più solida e i supporti a 82 dollari e 80 dollari restano i livelli chiave. Entrambi sono considerati aree di difesa robuste, difficili da violare senza un cambiamento significativo del sentiment o un miglioramento concreto del dialogo tra Washington e Teheran, sui tavoli negoziali rimasti congelati ormai diverso tempo fa.
Il gas naturale quota ora 2,920 dollari, in lieve arretramento rispetto al test di 2,950 registrato ieri, ma resta chiaramente orientato verso il target psicologico dei 3 dollari. La spinta rialzista è matura: ogni correzione viene assorbita con rapidità e il mercato continua a muoversi nella parte alta del range, segnalando che un nuovo tentativo di avvicinamento ai 3 dollari è lo scenario più probabile.
La soglia resta comunque difficile da infrangere senza un contesto favorevole, ma la struttura attuale suggerisce che il momentum è sufficiente almeno per un nuovo test. Al ribasso, i primi appoggi rimangono 2,88 e 2,85, livelli che dovrebbero contenere eventuali prese di profitto nel brevissimo periodo.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.