Petrolio, analisi fondamentale giornaliera, previsioni – I tagli promossi dall’OPEC sostengono i prezzi; un accordo con la Cina potrebbe portare a un’impennata

L’andamento dei prezzi indica chiaramente che il prossimo movimento importante nel petrolio greggio sarà alimentato dall’esito delle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.
James Hyerczyk

Venerdì i future sul petrolio greggio statunitense, il West Texas Intermediate, e quelli sullo standard internazionale, il Brent, si muovono in ribasso, messi sotto pressione dalle preoccupazioni per il rallentamento economico in Cina dopo i dati che segnalano ancora un calo del settore industriale del Paese. A sostenere il mercato è l’ottimismo rispetto alle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti dopo che, giovedì, si sono conclusi con toni ottimistici i due giorni di incontri ad alto livello.

Alle 9:06 GMT, il greggio WTI con scadenza a marzo si attesta a $ 53,54, in calo di $ 0,25 (-0,48%), mentre il greggio Brent con scadenza ad aprile si attesta a $ 60,69, in ribasso di $ 0,15 (-0,25%).

Giovedì i prezzi del WTI sono saliti al massimo in due mesi dopo che un sondaggio Reuters ha mostrato che il mercato è sostenuto dai tagli delle forniture promossi dall’OPEC e iniziati il ​​1° gennaio. I dati mostrano che l’OPEC a gennaio ha pompato 30,98 milioni di barili al giorno (bpd), in calo di 890.000 bpd da dicembre. Le sanzioni statunitensi imposte alla compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA stanno contribuendo a mantenere dell’offerta fuori dal mercato. Le navi cisterna bloccate nei porti dovrebbero accelerare il calo dell’offerta a febbraio. Gli trader si aspettano che le sanzioni fermino circa 500.000 barili al giorno (in bpd), con il rischio di ulteriori 350.000 barili al giorno.

I prezzi sono stati ulteriormente messi sotto pressione da un rapporto che a gennaio mostra che l’attività produttiva della Cina ha subito i più forte calo da quasi tre anni a fronte di un calo degli ordini. L’indice dei responsabili degli acquisti di Caixin / Markit Manufacturing (PMI) è arrivato a 48,3 a gennaio – in calo per il secondo mese consecutivo e ai minimi dal 2016. La lettura di gennaio è stata anche più debole del 49,5 che gli analisti intervistati da Reuters si aspettavano, e del 49,7 riportato a dicembre, ha detto la CNBC. Nota positiva: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato giovedì che si incontrerà presto con il presidente cinese Xi Jinping per cercare di siglare un accordo commerciale globale; Trump e la controparte hanno entrambi citato “sostanziali progressi” nei due giorni di colloqui di alto livello.

Previsioni

L’andamento dei prezzi indica chiaramente che il prossimo movimento importante nel petrolio greggio sarà alimentato dall’esito delle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. In parole povere, deve essere siglato un accordo entro la scadenza autoimposta del 1° marzo o il presidente Trump rischia di imporre sanzioni più rigide alla Cina. Ciò potrebbe portare a un’ulteriore debolezza dell’economia cinese, che potrebbe eventualmente diffondersi nell’economia globale.

La Cina potrebbe cercare di arginare lo slittamento con ulteriori misure a sostegno dell’economia, ma i dati ufficiali e non ufficiali sul PMI del manifatturiero di questa settimana mostrano che le attuali misure di stimolo non funzionano abbastanza per stimolare l’economia. I dati provenienti dalla Cina probabilmente continueranno ad avere un impatto sulla domanda. Tuttavia, le perdite possono essere limitate a condizione che l’OPEC e i suoi alleati aderiscano al programma di riduzione della produzione. Inoltre, il rialzo dei mercati azionari e l’aumento della domanda di asset a rischio elevato e potrebbero continuare a sostenere i prezzi. La domanda futura potrebbe essere sostenuta da un dollaro statunitense in calo.

 

 

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